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I progetti di A.L.A. per la Città

Progetti di Eugenio Presti socio fondatore dell' Associazione Livornese Astrofili - A.L.A.
 Nel corso della mia vita, un filo conduttore ha perennemente condizionato tutta la mia esistenza, probabilmente senza essermene mai reso conto: il         volontariato, che ho costantemente esercitato da quindicenne fino al periodo dell'anzianità. 
 A un certo punto, da pensionato, mi sono detto: ora basta, devo pensare a me, e mi sono finalmente dedicato  alla  disciplina   che non ho mai  avuto il tempo di approfondire: l'astronomia.
Evidentemente mi illudevo, perché  dopo qualche anno ci sono ricascato e mi sono entusiasticamente dedicato in ambito associativo allo svolgimento gratuito di corsi di astronomia rivolti alla cittadinanza in generale.
Così ho svolto per molti anni i corsi: "Astronomia" di Base e "Introduzione all'osservazione astronomica", che adesso vengono ottimamente svolti nel Museo di Storia Naturale del Mediterraneo dai miei amici dell'associazione, sia per adulti che per ragazzi.
Molto impegnativo ma gratificante è stato il delicato progetto che ho svolto pere spiegare l'astronomia ai non vedenti, con la realizzazione di numerosissimi strumenti didattici di tipo tattile, assolutamente indispensabili per la comprensione dei fenomeni astronomici a chi è privo della vista.
La vita associativa, l'esperienza dei corsi ed il rapporto con i cittadini che si avvicinavano a questa disciplina mi ha reso consapevole delle carenze culturali più diffuse, e guardandomi intorno mi sono reso conto che nella mia città non esiste alcun tipo di arredo urbano ispirato all'astronomia, magari utile per superare tali diffusissime carenza, non solo fra i giovani ma anche fra gli adulti.
Quindi ho maturato l'esigenza di elaborare due progetti perfettamente integrati nel contesto cittadino che si presta ottimamente allo scopo e realizzabile a bassissimo costo senza la necessità di consulenti tecnici; si tratta di:

    1 "Progetto per la realizzazione in scala del Sistema Solare nella città di Livorno"
        Il lungomare cittadino si presenta ottimamente per distribuire in scala 1/un miliardo tutti gli oggetti del sistema solare, per dimensione unico i tutta Europa.

    2 "Progetto per la realizzazione di un Orologio Solare nella città di Livorno"
       Realizzare un semplice , ma fortemente didattico orologio solare analemmatico sul terrapieno di fronte ai Bagni Lido, sempre sposto al Sole e utile allo scopo
.

I progetti sono stati recentemente inviati al Sindaco di Livorno Luca Salvetti e l'Associazione Livornese Astrofili si augura di vederli apprezzati e realizzati.        
     Eugenio Presti 

sito di Eugenio Presti www.presti.itsito di Eugenio Presti www.presti.it
Progetto Orologio Solare di Eugenio PrestiProgetto Orologio Solare di Eugenio Presti
Progetto Sistema Solare di Eugenio PrestiProgetto Sistema Solare di Eugenio Presti

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Molto prima che gli orologi scandissero le ore con ticchettii meccanici, l’uomo alzava lo sguardo al cielo e seguiva il cammino del Sole. Era la luce, e l’ombra che ne nasceva, a raccontare il tempo. Le prime meridiane non erano altro che bastoni piantati nel terreno, gnomoni primitivi che proiettavano ombre mute ma eloquenti. In Egitto, gli obelischi segnavano il mezzogiorno e il passaggio delle stagioni. In Grecia e a Roma, le meridiane divennero strumenti di sapere, scolpite nella pietra, incise nel bronzo, studiate dagli astronomi e ammirate dai filosofi. Nel Medioevo, le meridiane si arrampicarono sui muri delle chiese, scandendo le ore della preghiera e del lavoro. Ogni città aveva la sua, ogni monastero il proprio quadrante solare, testimone silenzioso del tempo che scorreva. Poi venne il Rinascimento, e con esso la meraviglia della scienza e dell’arte. Le meridiane si fecero più complesse, più belle, più precise. Non erano più solo strumenti: erano opere d’ingegno, ponti tra cielo e terra. E oggi, in un mondo dominato da schermi e impulsi digitali, le meridiane tornano a parlarci con semplicità. Come quella che proponiamo qui a Livorno, dove lo gnomone sei tu, o chiunque si metta al centro, lasciando che la propria ombra racconti l’ora. Un gesto antico, un gioco di luce, un invito a rallentare e osservare. Perché il tempo non è solo ciò che misuriamo. È ciò che viviamo. E una meridiana ce lo ricorda, ogni volta che il Sole la sfiora.

Il tempo scritto dalla luce

Mosaico del III sec. proveniente da Treviri che ritrae Anassimandro mentre regge una meridiana

Progetto Orologio Solare di Eugenio PrestiProgetto Orologio Solare di Eugenio Presti

L'ombra dello gnomone segna il trascorrere del tempo durante la rotazione terrestre.

Dove potrebbe essere collocata?

È naturale che nelle sue aree pubbliche ci siano opere di arredo urbano che si richiamano al mare e alla navigazione; d’altronde, lo stesso monumento simbolo della città, i Quattro mori, richiamano la vittoria del Granduca Ferdinando I sui pirati Berberi e Turchi. Associazione Livornese Astrofili A.P.S.  Oltre ai Quattro mori, sugli otto chilometri di passeggiata lungomare dal Porto mediceo a Miramare si ritrovano solo la statua del marinaio (subito dopo l’Accademia Navale) ed il Pescatore nell’area verde di Ardenza mare. C’è quindi ampio spazio per l’inserimento di altre opere e manufatti che riflettano la vocazione marinara di Livorno. Nella scelta di possibili ubicazioni è evidente che l’area della Terrazza Mascagni è, insieme alla Rotonda di Ardenza, il luogo maggiormente frequentato dai Livornesi nel tempo libero. Rispetto alla Rotonda, la presenza dell’Acquario costituisce un grosso polo di attrazione per le scuole di ogni ordine e grado, quindi il bacino di utenza è ancora più ampio. Un contesto di questo tipo ben si presta a interventi di arredo urbano che diano un senso a spazi ancora senza alcuna sistemazione specifica. Un altro sito che si presta perfettamente è il terrapieno rotondo davanti ai Bagni Lido: la sua dimensione (diametro 8,5 m) e la sua altezza lo rendono perfettamente idoneo perché sempre esposto alla luce del sole dall’alba fino al tramonto in ogni stagione. Il modello di meridiana classico è realizzato su pareti verticali, ma esiste anche un tipo, la meridiana analemmatica, che è costruita su un piano orizzontale e presenta una serie di fattori positivi se realizzata in spazi pedonali.

Come funziona una meridiana:
Prima di esplorare le meridiane presenti a Livorno, è utile comprendere il principio astronomico su cui si basano questi antichi strumenti di misurazione del tempo. Già in epoche precedenti all’invenzione dell’orologio meccanico, il giorno era suddiviso in 24 ore, con il mezzogiorno solare come riferimento centrale: il momento in cui il Sole raggiunge la sua massima altezza sull’orizzonte e si trova esattamente a sud rispetto all’osservatore. La meridiana nasce dall’osservazione dell’ombra proiettata da un oggetto esposto alla luce solare. Questa ombra, generata dal moto apparente del Sole nel cielo, varia continuamente in direzione e lunghezza, fornendo un’indicazione precisa della posizione solare e, di conseguenza, dell’ora del giorno. Il primo utilizzo delle meridiane fu quello di segnare il mezzogiorno locale, ma con il tempo si svilupparono modelli più sofisticati, capaci di suddividere l’arco diurno in ore solari. In questo contesto, si distingue tra:
Meridiana semplice: progettata per indicare esclusivamente il mezzogiorno solare.
Orologio solare: evoluzione della meridiana, capace di mostrare le ore in modo continuo, grazie alla presenza di linee orarie incise sul quadrante e di uno gnomone (l’asta o spina che proietta l’ombra) orientato secondo l’asse terrestre. La lettura di una meridiana richiede la conoscenza della latitudine del luogo, poiché l’inclinazione dello gnomone e la disposizione delle linee orarie variano in funzione della posizione geografica. Inoltre, l’ora indicata è quella solare vera, che può differire da quella convenzionale (ora civile) a causa dell’equazione del tempo e dell’adozione dei fusi orari.

Lo gnomone: il cuore della meridiana
Lo gnomone è la parte della meridiana che proietta l’ombra sul quadrante. Può essere una semplice asta, una lamina o una punta metallica, ma la sua inclinazione e orientamento devono rispettare precisi criteri astronomici per garantire la corretta lettura dell’ora. Lo gnomone deve essere parallelo all’asse terrestre, quindi inclinato rispetto al piano orizzontale di un angolo pari alla latitudine del luogo. A Livorno, che si trova a circa 43° nord, lo gnomone sarà inclinato di 43° rispetto al piano orizzontale e orientato verso il polo nord celeste. L’ombra dello gnomone si muove lungo il quadrante seguendo il moto apparente del Sole. Le linee orarie incise sul quadrante indicano le diverse ore solari, calcolate in base alla posizione dell’ombra in ogni momento della giornata. Alcune meridiane includono anche curve di declinazione per solstizi ed equinozi, che permettono di leggere la data oltre all’ora.
Tempo solare e tempo civile
La meridiana indica il tempo solare vero locale, che può differire dal tempo civile (quello dei nostri orologi) per due motivi:
Fuso orario: l’Italia adotta il tempo del meridiano 15° est, che non coincide con il mezzogiorno solare locale.
Equazione del tempo: dovuta all’orbita ellittica della Terra e all’inclinazione dell’asse terrestre, provoca una variazione di ±18 minuti tra tempo solare e tempo medio.

Le meridiane sono tra i più antichi strumenti di misurazione del tempo, nate dall’osservazione dell’ombra proiettata dal Sole. Già nel 2670 a.C., in Cina, si trovano tracce di orologi solari primitivi. Gli Egizi perfezionarono questa tecnica con gli obelischi, che servivano a calcolare il passare delle ore grazie all’ombra proiettata su linee tracciate sul terreno. Un esempio straordinario è il “Merkhet”, conservato al Museo Egizio di Torino, risalente al XV secolo a.C. In Grecia, Anassimandro introdusse il primo orologio solare attorno al 500 a.C., e la celebre Torre dei Venti di Atene (II secolo a.C.) ospitava quattro meridiane sulle sue facciate. I Romani, affascinati da questa tecnologia, importarono meridiane dall’Oriente: Ottaviano Augusto ne fece costruire una monumentale nel Campo Marzio, usando un obelisco egizio come gnomone. Durante il Medioevo, le meridiane sopravvissero soprattutto nei monasteri, dove scandivano le ore canoniche della preghiera. Solo nel Rinascimento, con la rinascita delle scienze, tornarono a essere diffuse anche in ambito civile. In Francia, verso la fine del Cinquecento, nacque la corporazione dei “Cadraniers”, artigiani specializzati nella costruzione di meridiane, voluta da Enrico III. Oltre alla funzione pratica, le meridiane hanno stimolato lo sviluppo dell’astronomia e della matematica, aiutando l’uomo a comprendere il moto della Terra, le stagioni e il ciclo del Sole. Ancora oggi, ci ricordano che il tempo non è solo numeri su un quadrante, ma luce che si muove, ombra che cambia, vita che scorre.

Meridiane e orologio solare

Meridiana sulla facciata del palazzo del Governatore di Piacenza 1787. L'ombra dello gnomone (cavo teso dall'asta di ferro curva) segna le ore I

Meridiana in pietra con gnomone, situata nella Città Proibita di Pechino (Cina), risalente all’epoca imperiale delle dinastie Ming e Qing (XV–XIX secolo), utilizzata per misurare il tempo grazie all’ombra del Sole. Questo strumento deriva da antichi gnomoni primitivi utilizzati in Cina già nel III millennio a.C., basati sull’osservazione della lunghezza dell’ombra durante il giorno e durante le stagioni.

I quadranti gnomonici rappresentano diverse proiezioni geometriche del moto apparente del Sole sulla sfera celeste, ciascuna associata a un differente sistema di misura del tempo basato su specifici riferimenti astronomici come alba, mezzogiorno o tramonto.

I quadranti: tra arte, cultura e scienza
I quadranti delle meridiane rappresentano uno degli esempi più affascinanti dell’incontro tra scienza, arte e cultura nella storia dell’umanità. Nati nell’antichità come semplici superfici su cui osservare l’ombra proiettata da uno gnomone, essi si sono progressivamente trasformati in strumenti sempre più complessi e raffinati, riflettendo l’evoluzione delle conoscenze astronomiche e matematiche delle diverse civiltà. Dal punto di vista culturale, i quadranti testimoniano il modo in cui ogni società ha concepito il tempo: alcune civiltà lo legavano all’alba o al tramonto, altre alla durata variabile del giorno, fino ad arrivare all’idea moderna di tempo uniforme. Queste diverse concezioni si traducono graficamente nelle linee incise sui quadranti, che diventano così una vera “scrittura del tempo”. Dal punto di vista artistico, le meridiane sono spesso vere opere d’arte. Soprattutto in epoca rinascimentale ed età moderna, i quadranti venivano decorati con simboli zodiacali, iscrizioni filosofiche, motti morali e motivi ornamentali. In questo modo non servivano solo a misurare le ore, ma invitavano anche alla riflessione sulla fugacità della vita e sul rapporto tra uomo e cosmo. In sintesi, i quadranti delle meridiane non sono solo strumenti scientifici, ma anche testimonianze culturali e artistiche: attraverso la loro geometria e decorazione raccontano la storia del tempo, della conoscenza e della sensibilità estetica delle civiltà umane.

Meridiana murale del 1729 dipinta sulla facciata di un edificio storico dell’area alpina (probabilmente Italia settentrionale, Trentino-Alto Adige o regioni limitrofe), caratterizzata da un quadrante complesso con linee orarie e decorazioni tipiche della tradizione gnomonica europea del XVIII secolo.

Il quadrante solare murale dipinto presenta al centro una composizione figurativa con un sole antropomorfo circondato da raggi stilizzati. Lo gnomone metallico, inclinato in base alla latitudine, proietta l’ombra sulle linee orarie radiali, numerate in cifre arabe lungo la cornice. Dal punto di vista tecnico, le ore diurne sono suddivise tramite rette convergenti verso il punto di attacco dello gnomone, con tracciati calibrati per indicare il tempo solare vero. La scala oraria è distribuita su tre lati per adattarsi alla superficie rettangolare e garantire leggibilità in diverse condizioni di illuminazione. Sul piano culturale, l’opera unisce funzione scientifica e simbolismo decorativo, secondo una tradizione diffusa tra età moderna e primo periodo contemporaneo: il sole antropomorfo richiama il legame tra tempo naturale, ordine cosmico e percezione umana, mentre la cornice e i cartigli riflettono motivi ornamentali dell’artigianato europeo, evidenziando la fusione tra arte e sapere astronomico.

Meridiana murale incisa su pietra, in cui la posizione dell’ombra dello gnomone consente di leggere l’ora solare attraverso le linee radiali. Al centro è tracciato l’analemma, la caratteristica curva a forma di “8”, che rappresenta la variazione annuale della posizione del Sole alla stessa ora: lungo questa linea sono indicati i mesi, permettendo di correggere lo scarto tra tempo solare vero e tempo medio. Grazie all’analemma, l’osservatore può quindi ricavare non solo l’ora, ma anche il periodo dell’anno in modo più preciso, compensando gli effetti dell’inclinazione dell’asse terrestre e dell’orbita ellittica della Terra.

Questo affresco raffigura una meridiana monumentale, strumento astronomico tradizionale utilizzato per misurare il tempo attraverso l’ombra proiettata dallo gnomone (l’asta centrale). Al centro, la scala oraria è delineata da linee radiali e numeri romani, mentre attorno compaiono decorazioni simboliche e indicazioni dei mesi, a testimonianza del legame tra il tempo umano e i cicli naturali. L’iscrizione visibile riporta date come 1637 e successivi interventi di restauro (1747), suggerendo che l’opera abbia attraversato più fasi storiche, tipiche delle meridiane murali europee che venivano aggiornate o ricostruite per mantenere la precisione. Le figure dei due leoni rampanti ai lati, elementi araldici, possono alludere a potere, protezione o a un’identità territoriale precisa. Dal punto di vista culturale, questa meridiana rappresenta non solo un oggetto scientifico, ma anche un’opera artistica: integra conoscenze di astronomia, matematica e pittura decorativa. In epoca pre‑industriale, strumenti come questo scandivano la vita quotidiana delle comunità e riflettevano una visione del tempo strettamente connessa al movimento apparente del Sole. In sintesi, l’immagine documenta un esempio significativo di arte scientifica europea, dove funzione pratica e valore simbolico convivono armoniosamente.

Excursus sulle Meridiane Livornesi

Le più recenti belle e diffuse realizzazioni si debbono all'Amm. Giovanni carta che ne ha steso i progetti

A sinistra: quadrante di meridiana inciso sulla scogliera arenaria di Calafuria (Livorno). Non esiste, allo stato attuale, una documentazione storica relativa a questo manufatto, che è probabilmente di realizzazione relativamente recente. Tuttavia, è interessante ricordare che la scogliera di Calafuria è stata interessata fin dall’antichità da attività estrattive: già in epoca etrusca l’arenaria locale veniva cavata, e tale sfruttamento continuò anche in epoca romana, proseguendo poi sporadicamente nei secoli successivi per la costruzione di fortificazioni e abitazioni.
A destra: frammento di un quadrante di meridiana di epoca romana, rinvenuto nel territorio di Rosignano (Livorno) e attualmente conservato presso il Museo di Storia Naturale del Mediterraneo di Livorno.

La meridiana a ora media, declinante ad est. La linea oraria delle 12 è completa di lemniscata, con suggerimenti circa le stagioni; se letta con perizia fornisce direttamente l'ora civile: l'ora media corregge la differenza di longitudine, l'analemma del tempo

Borgo dei Cappuccini angolo P.zza Gavi

Ardenza. Solarium di proprietà

La meridiana situata sul solarium di abitazione privata è visibile una bella realizzazione nella posizione ideale per ricevere la luce del Sole: declinazione appena 3° Est.

Accademia Navale Amm. Carta

I cartigli con il motto e l’autore decorano il quadrante.
La linea equinoziale inclinata verso destra indica che la parete è leggermente rivolta a est.
Le parole “aurore” e “tramonti” ricordano che l’ombra si muove in senso antiorario.
I segni zodiacali sono indicati con i simboli tradizionali.
Lo gnomone è più lungo del necessario: le stagioni si riconoscono dal punto di luce che passa dal foro gnomonico.

Istituto Nautico Amm. Giovanni Carta

La meridiana molto simile alle altre per caratteristiche tecniche e posizione. È ornata riccamente con figure pertinenti all’edificio. Anche qui il foro gnomonico proietta il punto di lettura delle stagioni.

Semplice e graziosa la meridiana in Borgo dei Cappuccini di autore anonimo. Quadrante rivolto leggermente a occidente, ora media, stilo polare, linea equinozi. Altro particolare: segna le mezz’ore.

Abazia della Madonna delle Grazie Montenero

Un vecchio orologio solare, decisamente declinante a ponente, affianca quello meccanico. Purtroppo, probabilmente per maldestri restauri l'orologio solare ci sono particolari che non convincono.

Campanile retrostante la Chiesa sella Santissima Annunziata manufatto Amm. Giovanni Carta

Orologio solare a quadrante verticale declinante ad est, con linee orarie radiali in numeri romani convergenti alla base dello gnomone. Lo gnomone, dotato di foro gnomonico, proietta un punto luminoso utilizzato per la lettura dell’ora e delle stagioni. La linea equinoziale, inclinata verso destra, conferma l’orientamento della parete; sono presenti inoltre linee zodiacali che indicano i periodi dell’anno.

Pandoiano l'arte con la gnomonica

Maglifici dipinti su ceramica, immagini allegoriche e parole di benvenuto

La facciata posteriore dell’edificio guarda a N-NW: un orientamento piuttosto infelice per costruirvi un quadrante solare. Purtroppo le ore di sole, anche intorno al solstizio estivo, partono utilmente solo dalle “III”. A dicembre e gennaio nemmeno al tramonto un fugace raggio raggiunge l’orologio.
Comunque il progettista non si è scoraggiato, riuscendo ad inserire la linea equinoziale "aequa nox" e quella del solstizio d'estate "solstitium".

L’orologio solare rappresentato sulla facciata è un esempio di quadrante solare verticale declinante, integrato in un’opera artistica murale. Il quadrante è tracciato su una superficie verticale e presenta:
Linee orarie divergenti, tipiche degli orologi solari non meridiani perfetti. Un gnomone (stilo) inclinato, fissato alla parete, orientato parallelamente all’asse terrestre.
La disposizione delle linee indica che la parete non è perfettamente esposta a sud, ma presenta una declinazione angolare che modifica la geometria del tracciamento.

Più “normale” è la collocazione del secondo quadrante. Volge decisamente ad ovest e quindi è utilizzabile solo nelle ore pomeridiane (manca infatti il mezzogiorno).
Il foro gnomonico indispensabile per la lettura del “calendario”: infatti ci sono le linee diurne dei solstizi e quella dell’equinozio.
Sotto il profilo artistico il quadrante ci racconta il fluire del tempo partendo dall’origine del mondo col vortice che ha dato vita ai pianeti, proseguendo poi con le tappe della civiltà umana: dalle piramidi ai nostri giorni con missili e satelliti artificiali.

Graziose decorazioni di animali, fiori e scene di vita generale

Questo quadrante è stato completato con le linee dei mesi per una funzione calendariale più accurata. Le scritte “aurore” e “tramonti” ci danno un’altra informazione. Anche qui lo stilo porta il foro gnomonico. Completano il quadro i nomi degli autori e l’anno di costruzione.

Sorprendente orologio solare che occupa un'intera facciata

Progetto Sistema Solare di Eugenio PrestiProgetto Sistema Solare di Eugenio Presti

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“Questo sito ha lo scopo di fornire informazioni generali sulle attività dell'Associazione Livornese Astrofili. Per approfondire lo studio dell'astronomia — dalle basi teoriche all'osservazione pratica — l'associazione organizza corsi dedicati e incontri formativi presso la struttura del Museo di Storia Naturale del Mediterraneo di Livorno".