
L'Astronomia
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Da sempre, il cielo ha affascinato l’essere umano. Non è mai stato solo uno sfondo sopra le nostre teste: è stato un palcoscenico di misteri, un libro aperto, un orologio cosmico. Quando l’uomo si è alzato in piedi per la prima volta, ha alzato anche lo sguardo. E da quel momento, non ha più smesso di interrogarsi. Cosa sono quelle luci che si accendono quando il Sole si ritira? Dove va il Sole quando scompare? Tornerà la luce? Domande semplici, ma profonde. Domande che hanno acceso la scintilla della curiosità, della conoscenza, del mito. Col passare del tempo, l’uomo ha smesso di limitarsi a guardare il cielo: ha iniziato a osservarlo. Ha notato che alcune luci si muovevano, altre restavano fisse. Ha tracciato percorsi, ha cercato regolarità. E così, tra le stelle, ha visto figure: animali, eroi, divinità. È nata la fantasia celeste, quella che ha dato vita alle costellazioni. Cassiopea, Orione, il Cigno, l’Orsa Maggiore… ogni gruppo di stelle è diventato racconto, memoria, simbolo. Ma non era solo immaginazione. Era anche scienza. Era anche sopravvivenza. Molte culture usavano le stelle per orientarsi, per segnare il tempo, per celebrare riti. Monumenti come Stonehenge, i templi egizi, le piramidi maya: tutti parlano la lingua del cielo. Sono allineati con il Sole, con le stelle, con i cicli celesti. Non per caso, ma per necessità. Per fede. Per sapere. Il cielo era calendario, bussola, oracolo. Alcune costellazioni non tramontano mai: erano punti fissi, guide. Altre apparivano e scomparivano con le stagioni, annunciando il raccolto, la semina, il freddo, il caldo. Il cielo era il primo libro di astronomia, scritto con la luce. E oggi? Oggi abbiamo telescopi, satelliti, sonde. Ma il gesto di alzare gli occhi al cielo è rimasto lo stesso. È il gesto di chi cerca. Di chi sogna. Di chi vuole capire il proprio posto nell’universo. Perché il cielo non è solo sopra di noi. È dentro di noi. È la nostra storia, la nostra immaginazione, la nostra sete di infinito.
Il cielo, specchio dell’umanità
Cielo del mese
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Grazie all’eredità culturale e scientifica dei nostri antenati, oggi possiamo leggere il cielo come un libro aperto.
Le conoscenze tramandate nel tempo - dalle osservazioni visuali alle mappe celesti, dai miti alle denominazioni ufficiali - ci permettono di orientarci con maggiore precisione tra le costellazioni e le stelle. Per chi ama il cielo stellato, imparare a riconoscere le costellazioni e i relativi asterismi è un passaggio fondamentale. Familiarizzare con i nomi delle stelle più luminose e con le geometrie celesti che le collegano consente di costruire una mappa mentale del firmamento, utile per l’osservazione a occhio nudo, con binocolo o telescopio. È come apprendere una lingua antica, fatta di luce, forme e narrazioni, che ci permette di decifrare il cielo notte dopo notte. ALA è qui per accompagnarti lungo questo percorso di apprendimento e scoperta. Attraverso il nostro sito, offriamo contenuti, strumenti e guide pratiche per chi desidera esplorare il cielo con curiosità, metodo e pazienza. Mese dopo mese, ti condurremo tra le meraviglie del firmamento, aiutandoti a riconoscere ciò che gli occhi vedono e a perderti consapevolmente nel viaggio verso l’infinito.
Cielo di gennaio
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Le stelle si spostano verso ovest di circa un grado ogni giorno e questo movimento ci permette dei vedere con il trascorrere dei mesi nuove costellazioni. In estate il clima è mite ma la visione del cielo è limitata a poche ore notturne. Le stelle con l'ora legale si "accendono" verso le 23. Se osserviamo in alto, potremo vedere la Via Lattea con addensamenti di stelle intercalati sa zone scure e nelle vicinanze tre astri brillanti: Vega, Deneb e Altair che formano il famoson"Triangolo Estivo"
Negli ultimi anni, l’osservazione astronomica, in particolare quella a occhio nudo, è diventata sempre più difficile a causa dell’inquinamento luminoso prodotto dalle città. L’eccessiva illuminazione artificiale, spesso installata senza rispettare le normative vigenti, compromette la visibilità del cielo notturno, costringendo gli appassionati a spostarsi di chilometri per poter godere di una visione più nitida degli astri.
Secondo le disposizioni regionali, esistono linee guida volte a ridurre l’inquinamento luminoso senza compromettere la sicurezza della pubblica illuminazione. Tuttavia, la scarsa attenzione degli enti pubblici e dei privati rispetto a queste norme ha portato a un progressivo peggioramento della situazione. Le lampade ad alta intensità, i fasci di luce diretti verso il cielo e una gestione poco accorta dell’illuminazione urbana contribuiscono ad offuscare le stelle, rendendo sempre più complesso l’accesso al cielo notturno per astronomi e appassionati.
Le associazioni di astrofili e gli esperti del settore sottolineano la necessità di un intervento concreto per limitare l’inquinamento luminoso. Una corretta progettazione dell’illuminazione pubblica, con l’uso di luci schermate e regolazioni mirate, potrebbe garantire un equilibrio tra sicurezza e tutela del cielo notturno. Nel frattempo, chi desidera osservare il cosmo deve recarsi in luoghi più remoti, lontani dalle città, dove l’oscurità naturale permette ancora di ammirare la maestosità dell’universo.
Per individuare facilmente la quarta stella più luminosa del cielo, basta prolungare la coda del Grande Carro (Orsa Maggiore) disegnando un segmento curvo verso sud (vedi linea verde). In questo modo si incontrerà la stella di colore giallo, Arturo, che è la stella Alfa della costellazione Boote. Prolungando ulteriormente il segmento (linea gialla), si incontrerà un'altra stella Alfa, Spica, della costellazione Vergine. A questo punto, unendo le due stelle appena individuate, si ottiene la base del triangolo di primavera, (colore rosso) il cui vertice, guardando verso ovest, è rappresentato dalla stella Alfa della costellazione Leone, Regolo. Arturo, Spica e Regolo sono le stelle più luminose e facili da individuare.
L’inquinamento luminoso minaccia l’osservazione astronomico
Cielo di febbraio
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Le stelle si spostano verso ovest di circa un grado ogni giorno e questo movimento ci permette dei vedere con il trascorrere dei mesi nuove costellazioni. In estate il clima è mite ma la visione del cielo è limitata a poche ore notturne. Le stelle con l'ora legale si "accendono" verso le 23. Se osserviamo in alto, potremo vedere la Via Lattea con addensamenti di stelle intercalati sa zone scure e nelle vicinanze tre astri brillanti: Vega, Deneb e Altair che formano il famoson"Triangolo Estivo"
Negli ultimi anni, l’osservazione astronomica, in particolare quella a occhio nudo, è diventata sempre più difficile a causa dell’inquinamento luminoso prodotto dalle città. L’eccessiva illuminazione artificiale, spesso installata senza rispettare le normative vigenti, compromette la visibilità del cielo notturno, costringendo gli appassionati a spostarsi di chilometri per poter godere di una visione più nitida degli astri.
Secondo le disposizioni regionali, esistono linee guida volte a ridurre l’inquinamento luminoso senza compromettere la sicurezza della pubblica illuminazione. Tuttavia, la scarsa attenzione degli enti pubblici e dei privati rispetto a queste norme ha portato a un progressivo peggioramento della situazione. Le lampade ad alta intensità, i fasci di luce diretti verso il cielo e una gestione poco accorta dell’illuminazione urbana contribuiscono ad offuscare le stelle, rendendo sempre più complesso l’accesso al cielo notturno per astronomi e appassionati.
Le associazioni di astrofili e gli esperti del settore sottolineano la necessità di un intervento concreto per limitare l’inquinamento luminoso. Una corretta progettazione dell’illuminazione pubblica, con l’uso di luci schermate e regolazioni mirate, potrebbe garantire un equilibrio tra sicurezza e tutela del cielo notturno. Nel frattempo, chi desidera osservare il cosmo deve recarsi in luoghi più remoti, lontani dalle città, dove l’oscurità naturale permette ancora di ammirare la maestosità dell’universo.
L’inquinamento luminoso minaccia l’osservazione astronomico
Cielo di marzo
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Il cielo estivo, tra meraviglia stellare e sfide urbane - Durante le sere d’estate, quando il clima è mite e l’aria profuma di libertà, il cielo notturno offre uno spettacolo millenario che affascina da sempre l’umanità: la danza delle costellazioni. Le stelle, spostandosi verso ovest di circa un grado al giorno, svelano progressivamente nuovi volti del firmamento. Eppure, proprio mentre il cielo ci invita ad alzare lo sguardo, qualcosa ci costringe a spostare i piedi — sempre più lontano dalle luci della città.
La magia del Triangolo Estivo - Con l’avanzare della notte, soprattutto intorno alle 23 per via dell’ora legale, il cielo comincia ad accendersi con le prime luci delle stelle. Tra le figure celesti più affascinanti di questo periodo spicca il celebre Triangolo Estivo, formato da tre astri luminosi: Vega, Deneb e Altair. Nel mezzo, attraversando la volta celeste, appare la Via Lattea con i suoi addensamenti scintillanti e le misteriose zone scure, quasi a ricordarci che anche il buio ha la sua bellezza.
Un cielo offuscato dalla luce - Negli ultimi anni, tuttavia, questo spettacolo sublime è diventato sempre meno accessibile. L’inquinamento luminoso, generato dall’espansione urbana e da una gestione poco consapevole dell’illuminazione artificiale, sta oscurando la nostra finestra sull’universo. Lampade ad alta intensità, fasci di luce rivolti direttamente verso l’alto e installazioni non conformi alle normative regionali rendono difficile — se non impossibile — l’osservazione a occhio nudo.
Norme ignorate e cieli dimenticati - Nonostante l’esistenza di linee guida regionali pensate per ridurre l’impatto luminoso senza compromettere la sicurezza pubblica, spesso manca una corretta applicazione da parte delle amministrazioni e dei privati. Il risultato è un cielo sempre più pallido sopra le città, mentre gli appassionati di astronomia sono costretti a spostarsi in zone remote, dove l’oscurità naturale restituisce il senso di meraviglia che la modernità tende a cancellare.
La battaglia per il cielo notturno - Le associazioni di astrofili lanciano da tempo un appello: ripensare l’illuminazione urbana adottando soluzioni intelligenti come luci schermate, timer e regolatori di intensità. Non si tratta solo di proteggere il cielo, ma di preservare un patrimonio culturale e scientifico che appartiene a tutti. Osservare le stelle non è solo un passatempo: è una forma di riconnessione con il cosmo, con la nostra storia, con qualcosa di infinitamente più grande.
Conclusioni - In un mondo sempre più luminoso e rumoroso, guardare il cielo notturno è diventato un atto di resistenza poetica. E forse, proprio in quei luoghi lontani dai riflettori urbani, possiamo ancora trovare un frammento di silenzio — e di infinito.
L’osservazione della Volta Celeste minacciata dalle luci delle città
Cielo di luglio
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Verso Est
Il cielo orientale è dominato dalle costellazioni estive che si stanno alzando:
Aquila: la stella principale è Altair, brillante e bianco-gialla, facilmente riconoscibile per la sua posizione tra due stelle minori che formano una “T”.
Capricorno: ancora basso sull’orizzonte, inizia a salire. Le sue stelle sono poco luminose, ma si può riconoscere come un triangolo allungato.
Acquario: segue il Capricorno, con stelle sparse e poco appariscenti. Si individua meglio con app o mappe stellari.
Pegaso: comincia a salire, visibile come un grande quadrato (il “Grande Quadrato di Pegaso”), utile per orientarsi verso Andromeda più tardi nella notte.
Suggerimento: cerca Altair come punto di partenza, poi sposta lo sguardo verso sinistra per trovare Capricorno e Acquario.
Verso Sud
Il cielo meridionale è il cuore dell’estate astronomica:
Sagittario: forma una “teiera” stellare. Le stelle principali disegnano il profilo della teiera, con il “manico” a sinistra e il “beccuccio” a destra. Qui si trova il centro della Via Lattea.
Scorpione: facilmente riconoscibile per la forma a “J” e la stella rossa Antares, che rappresenta il cuore dello scorpione.
Ofiuco: sopra lo Scorpione, molto estesa ma con stelle poco luminose. È la “13ª costellazione zodiacale”.
Scudo: piccola costellazione tra Sagittario e Aquila, con la stella Gamma Scuti e l’ammasso M11.
Suggerimento: individua Antares (rossa e brillante), poi cerca la “teiera” del Sagittario alla sua sinistra.
Verso Ovest
Il cielo occidentale mostra le costellazioni primaverili in fase di tramonto:
Boote: riconoscibile per la stella arancione Arturo, molto brillante, che tramonta lentamente.
Vergine: segue Boote, con la stella Spica, bianco-azzurra, visibile ancora bassa sull’orizzonte.
Leone: ormai quasi scomparso, ma si può ancora intravedere la forma a “punto interrogativo” rovesciato.
Corona Boreale: piccolo arco di stelle tra Boote e Ercole.
Suggerimento: cerca Arturo a Ovest, poi segui la curva verso Spica e la zona della Vergine.
Verso Ovest
Il cielo occidentale mostra le costellazioni primaverili in fase di tramonto:
Boote: facilmente riconoscibile per la stella arancione Arturo, molto brillante e già bassa sull’orizzonte.
Vergine: segue Boote, con la stella Spica, bianco-azzurra, visibile ancora per poco.
Leone: ormai quasi scomparso, ma si può intravedere la forma a “punto interrogativo” rovesciato.
Corona Boreale: piccolo arco di stelle tra Boote ed Ercole, elegante e discreta.
Come individuarle: cerca Arturo a Ovest, poi segui la curva verso Spica e la zona della Vergine. Il Leone sarà molto basso, visibile solo da luoghi con orizzonte libero.
Verso Nord
Il cielo settentrionale è dominato dalle costellazioni circumpolari:
Orsa Maggiore: il Grande Carro è visibile basso a Nord-Ovest. Le due stelle posteriori del carro puntano verso la Stella Polare.
Orsa Minore: contiene la Stella Polare, sempre utile per orientarsi.
Cassiopea: visibile come una “W” rovesciata, a Nord-Est, in salita durante la notte.
Drago: serpeggia tra le Orse, difficile da individuare ma affascinante.
Come individuarle: trova il Grande Carro, segui le due stelle posteriori per trovare la Polare, poi cerca la “W” di Cassiopea a sinistra.
Verso Est
Il cielo orientale si anima con le costellazioni tardo-estive e autunnali:
Aquila: la stella principale è Altair, brillante e bianco-gialla, tra due stelle minori che formano una “T”.
Capricorno: basso sull’orizzonte, forma un triangolo allungato.
Acquario: segue il Capricorno, con stelle sparse e poco appariscenti.
Pegaso: inizia a salire, visibile come un grande quadrato (il “Grande Quadrato di Pegaso”), utile per orientarsi verso Andromeda più tardi nella notte.
Come individuarle: cerca Altair come punto di partenza, poi sposta lo sguardo verso sinistra per trovare Capricorno e Acquario. Il Grande Quadrato di Pegaso sarà più alto verso mezzanotte.
Allineamenti celesti: dal Triangolo Estivo al Grande Carro
Ecco come orientarti nel cielo estivo di Livorno, usando allineamenti tra stelle per individuare facilmente le costellazioni principali: Triangolo Estivo È formato da tre stelle brillanti: Vega (Lira), Deneb (Cigno) e Altair (Aquila)
Come trovarlo:
Vega è la più luminosa e si trova quasi allo zenit.
Da Vega, guarda in basso a sinistra per trovare Deneb, immersa nella Via Lattea.
Da Vega, guarda in basso a destra per trovare Altair, tra due stelle minori che formano una “T”.
Allineamenti utili:
Vega → Deneb → Altair formano un grande triangolo isoscele.
Il triangolo è attraversato dalla Via Lattea, che lo rende ancora più facile da individuare.
Dal Grande Carro (Orsa Maggiore)
Il Grande Carro è un ottimo punto di partenza per orientarsi nel cielo:
Allineamenti principali:
Merak + Dubhe → tracciando una linea tra queste due stelle e prolungandola 5 volte, trovi la Stella Polare.
Curvatura del timone → seguendo la curva delle tre stelle del timone (Alioth, Mizar, Alkaid), arrivi a Arturo (Boote), poi a Spica (Vergine).
Megrez + Phecda → prolungando la linea, intercetti Regolo (Leone).
Megrez + Merak → prolungando, trovi Castore e Polluce (Gemelli).
Per il Triangolo Estivo:
Prolungando l’allineamento tra Phecda e Megrez dalla parte opposta al Leone, arrivi vicino a Deneb.
Da lì, puoi tracciare il triangolo con Vega e Altair.
L’osservazione della Volta Celeste minacciata dalle luci delle città
Il cielo estivo, tra meraviglia stellare e sfide urbane - Durante le sere d’estate, quando il clima è mite e l’aria profuma di libertà, il cielo notturno offre uno spettacolo millenario che affascina da sempre l’umanità: la danza delle costellazioni. Le stelle, spostandosi verso ovest di circa un grado al giorno, svelano progressivamente nuovi volti del firmamento. Eppure, proprio mentre il cielo ci invita ad alzare lo sguardo, qualcosa ci costringe a spostare i piedi — sempre più lontano dalle luci della città.
La magia del Triangolo Estivo - Con l’avanzare della notte, soprattutto intorno alle 23 per via dell’ora legale, il cielo comincia ad accendersi con le prime luci delle stelle. Tra le figure celesti più affascinanti di questo periodo spicca il celebre Triangolo Estivo, formato da tre astri luminosi: Vega, Deneb e Altair. Nel mezzo, attraversando la volta celeste, appare la Via Lattea con i suoi addensamenti scintillanti e le misteriose zone scure, quasi a ricordarci che anche il buio ha la sua bellezza.
Un cielo offuscato dalla luce - Negli ultimi anni, tuttavia, questo spettacolo sublime è diventato sempre meno accessibile. L’inquinamento luminoso, generato dall’espansione urbana e da una gestione poco consapevole dell’illuminazione artificiale, sta oscurando la nostra finestra sull’universo. Lampade ad alta intensità, fasci di luce rivolti direttamente verso l’alto e installazioni non conformi alle normative regionali rendono difficile — se non impossibile — l’osservazione a occhio nudo.
Norme ignorate e cieli dimenticati - Nonostante l’esistenza di linee guida regionali pensate per ridurre l’impatto luminoso senza compromettere la sicurezza pubblica, spesso manca una corretta applicazione da parte delle amministrazioni e dei privati. Il risultato è un cielo sempre più pallido sopra le città, mentre gli appassionati di astronomia sono costretti a spostarsi in zone remote, dove l’oscurità naturale restituisce il senso di meraviglia che la modernità tende a cancellare.
La battaglia per il cielo notturno - Le associazioni di astrofili lanciano da tempo un appello: ripensare l’illuminazione urbana adottando soluzioni intelligenti come luci schermate, timer e regolatori di intensità. Non si tratta solo di proteggere il cielo, ma di preservare un patrimonio culturale e scientifico che appartiene a tutti. Osservare le stelle non è solo un passatempo: è una forma di riconnessione con il cosmo, con la nostra storia, con qualcosa di infinitamente più grande.
Conclusioni - In un mondo sempre più luminoso e rumoroso, guardare il cielo notturno è diventato un atto di resistenza poetica. E forse, proprio in quei luoghi lontani dai riflettori urbani, possiamo ancora trovare un frammento di silenzio — e di infinito.
Ho inserito questa cartina del cielo notturno con il centro rivolto a nord per offrire una visione panoramica della volta celeste. Grazie al suo ampio campo visivo di circa 180°, è possibile osservare non solo le costellazioni settentrionali, ma anche quelle visibili all'orizzonte occidentale e orientale, fornendo così un quadro completo dell’orientamento stellare. Allo stesso modo, la cartina con il centro rivolto a sud permette di esplorare le costellazioni meridionali in tutta la loro estensione. Anche qui, grazie al vasto campo visivo, è possibile cogliere le stelle che sorgono ad est e tramontano ad ovest, completando la mappa con una prospettiva complementare alla visione nordica.
Cielo Sud
3
Cielo Nord




La costellazione del Cigno (Cygnus) è una delle più estese e luminose dell’emisfero boreale, visibile da giugno a novembre. Si estende lungo la Via Lattea estiva, in una regione particolarmente ricca di stelle, ammassi e nebulose. La sua forma ricorda una croce: l’asterismo noto come Croce del Nord è composto da cinque stelle principali, con Deneb (α Cygni) alla “coda” e Albireo (β Cygni) al “becco”.
Caratteristiche tecniche:
Estensione: 804 gradi quadrati
Stelle visibili a occhio nudo: oltre 130
Oggetti notevoli: Nebulosa Velo, Nebulosa Crescent, Cygnus X-1 (candidato buco nero)
La costellazione è attraversata dalla Fenditura del Cigno, una banda oscura di polveri interstellari che divide la Via Lattea in due, creando un contrasto spettacolare nelle osservazioni astronomiche.
Albireo: la stella doppia più affascinante del cielo estivo
Albireo (β Cygni) è una stella doppia celebre per il suo contrasto cromatico. A occhio nudo appare come una singola stella, ma con un piccolo telescopio si distinguono due componenti:
Albireo A: gigante arancione di classe K3, temperatura di circa 4.400 K
Albireo B: stella bianco-azzurra di classe B8, temperatura di circa 12.000 K
La separazione angolare tra le due è di circa 35 secondi d’arco, facilmente risolvibile con strumenti amatoriali. Il contrasto tra il giallo dorato e l’azzurro intenso la rende una delle coppie più spettacolari del cielo. Sebbene per lungo tempo si sia pensato fosse una doppia ottica, studi recenti suggeriscono che le due stelle potrebbero essere fisicamente legate, con un periodo orbitale stimato di circa 75.000 anni.
Costellazione Cigno - La Croce del Nord-
Nebulose
Nome Tipo Descrizione Nebulosa Velo Resto di supernova Struttura filamentosa visibile
in più sezioni: Velo Occidentale, Orientale e Triangolo di Pickering
Nebulosa Crescent (NGC 6888) Nebulosa a emissione Formata dai venti stellari di una stella Wolf-Rayet (WR 136)
Nebulosa Nord America (NGC 7000) Nebulosa a emissione Ha la forma del continente nordamericano, visibile vicino a Deneb Nebulosa Pellicano (IC 5070) Nebulosa a emissione Situata accanto alla Nord America, somiglia a un pellicano
Nebulosa Bozzolo (IC 5146) Emissione e riflessione Include la nebulosa oscura Barnard 168, con una “coda” di polveri
Nebulosa Tulipano (Sh2-101) Nebulosa a emissione Nube rossastra visibile lungo la Via Lattea
Nebulosa Iride (NGC 7023) Nebulosa a riflessione Illumina le polveri interstellari con luce blu
Cygnus Loop Complesso nebulare Enorme struttura a emissione, parte del Velo
Ammassi stellari
Nome Tipo Descrizione
M29 (NGC 6913) Ammasso aperto Piccolo gruppo di stelle visibile vicino a Sadr
M39 (NGC 7092) Ammasso aperto Forma triangolare, visibile anche con binocoli
Oggetti speciali
Nome Tipo Descrizione
Cygnus X-1 Sorgente a raggi X Uno dei migliori candidati a buco nero
V404 Cygni Sistema binario Buco nero con comportamento peculiare nello spazio-tempo
Kepler-452b Esopianeta Pianeta simile alla Terra scoperto nella costellazione
Elenco degli principali oggetti del cielo profondo all’interno della costellazione del Cigno
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Cielo di agosto


Una volta individuato il Carro dell’Orsa Maggiore, piuttosto facile da riconoscere grazie alle sue sette stelle luminose, possiamo iniziare a orientarci nel cielo notturno. Questa costellazione forma un quadrilatero con una coda composta da tre stelle leggermente angolate, con Mizar al centro della coda. Per trovare la stella Polare, dobbiamo concentrarci sulle due stelle anteriori del quadrilatero, chiamate Dubhe e Merak. Immaginiamo un segmento che le unisce e prolunghiamolo nella direzione Merak → Dubhe per circa cinque volte la distanza tra le due stelle. Alla fine di questo percorso, troveremo una stella solitaria e luminosa: è Polaris, l’ultima della “coda” dell’Orsa Minore, e indica il nord geografico. Se proseguiamo lungo la stessa direzione per altre due volte la lunghezza del segmento, incontreremo la stella Arrai, appartenente alla costellazione di Cefeo. Nella parte opposta rispetto al Carro dell’Orsa Maggiore, possiamo individuare un’altra costellazione facilmente riconoscibile: Cassiopea. La sua forma ricorda una lettera dell’alfabeto, una "W" o "M", a seconda dell’orario e del periodo dell’anno, ed è particolarmente evidente nei mesi autunnali. Da Cassiopea, possiamo tracciare una linea immaginaria partendo dalla stella Caph, scendendo parallelamente alla stella Navi, e proseguendo fino a incontrare una stella non molto luminosa ma visibile in quella zona del cielo: Mirfak, appartenente alla costellazione di Perseo. Questo metodo ci mostra chiaramente che, per individuare le costellazioni, è fondamentale partire da una figura riconoscibile o da alcune stelle di riferimento. Da lì, possiamo tracciare delle linee immaginarie che ci guidano verso altre costellazioni, come vedremo nelle carte successive.
Per chi ama il cielo stellato, imparare a riconoscere le costellazioni e i relativi asterismi è un passaggio fondamentale. Familiarizzare con i nomi delle stelle più luminose e con le geometrie celesti che le collegano consente di costruire una mappa mentale del firmamento, utile per l’osservazione a occhio nudo, con binocolo o telescopio. È come apprendere una lingua antica, fatta di luce, forme e narrazioni, che ci permette di decifrare il cielo notte dopo notte. ALA è qui per accompagnarti lungo questo percorso di apprendimento e scoperta. Attraverso il nostro sito, offriamo contenuti, strumenti e guide pratiche per chi desidera esplorare il cielo con curiosità, metodo e pazienza. Mese dopo mese, ti condurremo tra le meraviglie del firmamento, aiutandoti a riconoscere ciò che gli occhi vedono e a perderti consapevolmente nel viaggio verso l’infinito.
Quando alziamo lo sguardo al cielo di notte, le stelle sembrano seguire un percorso preciso. Ma perché si muovono da est verso ovest? E come mai cambiano posizione ogni giorno? La risposta sta nel movimento della Terra. Il nostro pianeta ruota su se stesso da ovest verso est, e questo fa sì che il cielo ci appaia in movimento nella direzione opposta. È lo stesso motivo per cui vediamo il Sole sorgere a est e tramontare a ovest: anche le stelle e le costellazioni seguono questo percorso apparente. Ma c’è di più. Ogni giorno, le costellazioni si spostano di circa 1 grado verso ovest. Questo accade perché la Terra, oltre a ruotare su se stessa, compie un giro completo attorno al Sole nel corso dell’anno. Durante questo viaggio, la nostra posizione cambia leggermente ogni giorno, e di conseguenza cambia anche il cielo notturno. In pratica, ogni notte le costellazioni appaiono un po’ più spostate rispetto alla notte precedente, e sorgono circa 4 minuti prima. Per esempio, se oggi vedi la costellazione dei Pesci sorgere alle 21:00, domani lo vedrai alle 20:56. Dopo un mese, sarà già visibile due ora prima. - Questo spostamento va tenuto presente, poiché la posizione delle costellazioni visibili a est subirà una variazione temporale rispetto a quanto indicato sulla carta astronomica. All'inizio del mese, le costellazioni appariranno con circa un'ora di ritardo — pari a 15° — rispetto alla posizione segnata sulla carta. Con il passare dei giorni, questo ritardo diminuirà gradualmente fino ad annullarsi. Da quel momento in poi, le costellazioni inizieranno ad apparire ogni giorno con un leggero anticipo, che aumenterà progressivamente fino a raggiungere circa un'ora di anticipo alla fine del mese -. È proprio questo lento ma costante cambiamento che fa sì che alcune costellazioni siano visibili solo in certe stagioni: Orione domina il cielo invernale, mentre il Triangolo Estivo si mostra nei mesi più caldi. Le carte celesti che osserveremo sono una vera e propria istantanea del cielo in un momento preciso. Rappresentano la posizione delle stelle e delle costellazioni in un determinato giorno, ora e luogo, e cambiano nel tempo proprio a causa del movimento della Terra. Per praticità, le immagini del cielo vengono solitamente realizzate considerando la metà del mese e le ore 22:00. Quindi deve essere presente la differenza di posizione registrate nella cartina che le costellazioni ad est hanno In questo modo si ottiene una mappa che risulta utile e abbastanza rappresentativa per tutto il mese, facilitando l’osservazione e l’orientamento notturno.
La prima carta che andremo ad analizzare è centrata sul quadrante nord del cielo. È importante sottolineare che, purtroppo, in città questo settore è fortemente inquinato dalle luci artificiali provenienti dalle abitazioni, dalle strade e dalle attività lavorative che richiedono un’illuminazione intensa. Di conseguenza, osservare le costellazioni in questa zona risulta piuttosto difficile, poiché molte stelle sono poco visibili. Tuttavia, nonostante le difficoltà, è ancora possibile distinguere il Carro dell’Orsa Maggiore, una delle costellazioni più riconoscibili del cielo. Questa costellazione è particolarmente utile per orientarsi, poiché può servire da punto di riferimento per individuare altre costellazioni. L’Orsa Maggiore è anche una delle sette costellazioni circumpolari, cioè quelle che, a latitudini come la nostra, non tramontano mai e sono visibili tutto l’anno. Queste costellazioni sono racchiuse nel cerchio rosso della carta e comprendono: Orsa Minore, Cefeo, Cassiopea, Giraffa, Dragone, Perseo e Orsa Maggiore.
Camminare con gli occhi al cielo: l’arte di osservare le costellazioni.


La carta celeste è orientata verso il quadrante Est, che in astronomia è più propriamente definito come Levante. È importante ricordare che questa rappresentazione è un’istantanea del cielo riferita alla metà del mese, alle ore 22:00. Rivolgendo lo sguardo verso Levante e osservando l’orizzonte — indicato dalla linea verde — possiamo individuare alcune costellazioni zodiacali. Sollevando gradualmente lo sguardo verso l’alto, raggiungiamo lo zenit, il punto esattamente sopra la nostra testa. Proseguendo oltre, il nostro sguardo compie idealmente una rotazione di 180°, fino a raggiungere l’orizzonte opposto: quello a Ovest. Come mostrato nella carta precedente, il cerchio rosso evidenzia le costellazioni circumpolari, sempre visibili nel cielo notturno. Il triangolo rosso, invece, è formato dai vertici di tre delle stelle più luminose del cielo estivo, dando origine al celebre Triangolo Estivo.
Abbiamo imparato che, per orientarci tra le costellazioni nel quadrante Nord, è fondamentale riconoscere la costellazione dell’Orsa Maggiore, nota anche come il Grande Carro. Da lì possiamo iniziare a tracciare triangolazioni, creando segmenti immaginari che ci aiutano a individuare altre costellazioni. Nel quadrante Est, invece, è più utile concentrarsi sulle stelle più luminose visibili nel periodo di osservazione. Rivolgendo lo sguardo verso lo zenit — il punto sopra la nostra testa — noteremo subito una stella molto brillante: Vega, una stella blu appartenente alla costellazione della Lira, composta da quattro stelle che formano una figura geometrica simile a un parallelogramma o romboide. Osservando attentamente, sarà facile individuare altre due stelle luminose. Spostandoci leggermente verso Nord, sempre con lo sguardo rivolto allo zenit, troveremo Deneb, la “coda” della c ostellazione del Cigno. Da Vega, spostandoci invece verso Sud, sarà facile individuare Altair, la stella principale della costellazione dell’Aquila. Queste tre stelle — Vega, Deneb e Altair — formano i vertici del celebre Triangolo Estivo, un triangolo isoscele ben riconoscibile nel cielo estivo. Purtroppo, a causa dell’inquinamento luminoso, l’asterismo dell’Aquila può risultare difficile da osservare chiaramente. È invece molto ben visibile la splendida costellazione del Cigno, detta anche Croce del Nord: Deneb indica il Nord, mentre Albireo, la “testa” del Cigno, indica il Sud. Dal Cigno è possibile individuare il Grande Quadrato di Pegaso: basta prolungare l’ala destra del Cigno seguendone la curvatura fino a raggiungere la stella Scheat, una delle stelle del quadrato. Individuate le altre tre stelle che lo compongono, si può prolungare il segmento che parte da Scheat per raggiungere Alpheratz, la prima stella della costellazione di Andromeda. Andromeda è formata da una sequenza di tre stelle allineate, che rappresentano il suo “braccio”. Proseguendo lungo questa linea, sarà possibile individuare la Galassia di Andromeda, uno degli oggetti più affascinanti del cielo notturno. Per riconoscere le altre costellazioni, vi basterà creare dei punti di riferimento personali e tracciare linee immaginarie che vi aiutino nel vostro viaggio tra le stelle. Con un po’ di pratica, il cielo diventerà una mappa sempre più familiare.


Voltiamo lo sguardo a Sud e ci immergeremo in uno dei quadranti celesti più spettacolari da osservare, un vero scrigno di meraviglie astronomiche. A occhio nudo, il cielo ci regala asterismi suggestivi: il Sagittario, che disegna una teiera celeste con manico, tappo e beccuccio, e lo Scorpione, con la sua forma sinuosa e la stella supergigante Antares, che pulsa come un cuore rosso nel buio cosmico. Intorno, brillano altre costellazioni della fascia zodiacale, completando un panorama mozzafiato. Con il binocolo, ci perderemo tra le stelle e le nebulose della Via Lattea, che attraversa questo settore come un fiume di luce stellare. E con il telescopio, esploreremo gli oggetti del profondo cielo: ammassi globulari, vere città di stelle; ammassi aperti, più sparsi ma altrettanto affascinanti; e nebulose che, se fotografate a colori, sembrano dipinti astratti degni di un Pollock cosmico.
Se guardiamo lungo la linea dell’orizzonte, sempre verso Sud, noteremo facilmente una stella molto luminosa e rossastra: è Antares, il cuore dello Scorpione. Si trova appena sotto le chele della costellazione. Seguendo il corpo sinuoso dello Scorpione, arriviamo alla sua coda, che ci guida direttamente verso il Sagittario, un’altra costellazione zodiacale molto bella e ricca di significato. Proprio in mezzo a queste costellazioni passa la Via Lattea, e il suo centro è indicato da un piccolo cerchietto rosso. Se il cielo è limpido e privo di inquinamento luminoso, possiamo ammirare chiaramente gli asterismi di molte costellazioni zodiacali visibili in questo periodo. Per trovare Ofiuco, possiamo usare Antares come punto di partenza e tracciare idealmente una linea fino a Vega, una delle stelle più brillanti del cielo estivo. Lungo questo percorso, la prima stella luminosa che incontriamo è Sabik, che rappresenta l’inguine destro di Ofiuco. E per individuare Ercole? È semplice. Partiamo dalla stella Arturo, che appartiene alla costellazione di Boote. Arturo è facile da riconoscere: è molto luminosa e si trova seguendo la curva della coda del Grande Carro, cioè l’Orsa Maggiore. Una volta trovata Arturo, immaginiamo di tracciare un segmento: incontreremo prima Gemma, la stella più brillante della Corona Boreale, e proseguendo lungo quella linea, passeremo attraverso il quadrilatero che forma la costellazione di Ercole.


Siamo arrivati nel quadrante Ovest, quello che in astronomia viene chiamato Ponente. A questo punto della serata, dovremmo ormai aver preso confidenza con le geometrie celesti che ci permettono di “saltellare” tra stelle e costellazioni, riconoscendole con sempre maggiore facilità. Nel cielo di Ponente, in questo periodo, dominano le costellazioni primaverili: alcune sono già tramontate, altre sono in procinto di sparire sotto l’orizzonte. Se osserviamo lungo la linea verde che segna l’orizzonte, possiamo notare la parte finale della costellazione del Leone, con la stella Denebola, che rappresenta la coda del felino celeste, ormai vicina al tramonto. Anche la Vergine sta lentamente lasciando il cielo. Tuttavia, è ancora ben visibile la sua stella più luminosa, Spica, facilmente riconoscibile. Come abbiamo fatto con Arturo nella costellazione di Boote, possiamo usare Spica come punto di riferimento per localizzare la Vergine, anche se la sua figura completa è ormai parzialmente nascosta sotto l’orizzonte. Questo quadrante ci racconta il passaggio del tempo nel cielo: le costellazioni che ci hanno accompagnato durante la primavera stanno cedendo il passo a quelle estive, in un continuo e affascinante ciclo celeste
Nel quadrante di Ponente, il cielo ci racconta che siamo ormai alla fine del mese di agosto. Le costellazioni primaverili, che ci hanno accompagnato nelle notti passate, stanno lentamente lasciando la scena: alcune sono già tramontate, altre si stanno eclissando, in questo continuo ruotare del cielo che scandisce il passaggio delle stagioni. A questo punto del nostro percorso, abbiamo ormai familiarizzato con le geometrie celesti, quelle che ci permettono di “saltellare” tra le stelle e riconoscere le costellazioni. Ma per orientarsi davvero con sicurezza, serve un po’ di costanza. È importante imparare a memoria almeno i nomi delle stelle più luminose, perché sono loro le nostre vere guide: ci aiutano non solo a identificare la costellazione di appartenenza, ma anche a localizzare quelle vicine, creando una sorta di mappa celeste che si costruisce passo dopo passo. Non c’è molto altro da aggiungere sulle costellazioni di metà agosto, se non un invito a fare un’ultima passeggiata tra le figure primaverili prima che scompaiano del tutto sotto l’orizzonte. Questa conoscenza ci sarà utile nei prossimi mesi, quando queste stesse costellazioni torneranno visibili all’alba o in altri momenti dell’anno. Una delle costellazioni ancora osservabili è la Vergine, facilmente riconoscibile grazie alla sua stella più luminosa: Spica. Individuarla è piuttosto semplice, soprattutto perché in parte il lavoro lo abbiamo già fatto quando abbiamo cercato Arturo, la stella principale della costellazione di Boote. Ricordate il procedimento: si parte dalla coda del Grande Carro, cioè l’asterismo dell’Orsa Maggiore, e si segue la sua curvatura naturale tracciando idealmente una linea curva. La prima stella luminosa che incontriamo lungo questa traiettoria è Arturo, che ci porta alla costellazione di Boote. Proseguendo lungo lo stesso segmento curvilineo, incontriamo una seconda stella brillante: Spica, che appartiene alla Vergine. Questo semplice percorso tra le stelle è uno dei più utili per orientarsi nel cielo estivo. Ci permette di collegare le costellazioni in modo intuitivo, sfruttando le stelle guida come punti di riferimento. E così, anche nel quadrante di Ponente, possiamo ancora godere della bellezza delle costellazioni primaverili, prima che si nascondano del tutto sotto l’orizzonte.
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Cielo di settembre


Una volta individuato il Carro dell’Orsa Maggiore, piuttosto facile da riconoscere grazie alle sue sette stelle luminose, possiamo iniziare a orientarci nel cielo notturno. Questa costellazione forma un quadrilatero con una coda composta da tre stelle leggermente angolate, con Mizar al centro della coda. Per trovare la stella Polare, dobbiamo concentrarci sulle due stelle anteriori del quadrilatero, chiamate Dubhe e Merak. Immaginiamo un segmento che le unisce e prolunghiamolo nella direzione Merak → Dubhe per circa cinque volte la distanza tra le due stelle. Alla fine di questo percorso, troveremo una stella solitaria e luminosa: è Polaris, l’ultima della “coda” dell’Orsa Minore, e indica il nord geografico. Se proseguiamo lungo la stessa direzione per altre due volte la lunghezza del segmento, incontreremo la stella Arrai, appartenente alla costellazione di Cefeo. Nella parte opposta rispetto al Carro dell’Orsa Maggiore, possiamo individuare un’altra costellazione facilmente riconoscibile: Cassiopea. La sua forma ricorda una lettera dell’alfabeto, una "W" o "M", a seconda dell’orario e del periodo dell’anno, ed è particolarmente evidente nei mesi autunnali. Da Cassiopea, possiamo tracciare una linea immaginaria partendo dalla stella Caph, scendendo parallelamente alla stella Navi, e proseguendo fino a incontrare una stella non molto luminosa ma visibile in quella zona del cielo: Mirfak, appartenente alla costellazione di Perseo. Questo metodo ci mostra chiaramente che, per individuare le costellazioni, è fondamentale partire da una figura riconoscibile o da alcune stelle di riferimento. Da lì, possiamo tracciare delle linee immaginarie che ci guidano verso altre costellazioni, come vedremo nelle carte successive.
Per chi ama il cielo stellato, imparare a riconoscere le costellazioni e i relativi asterismi è un passaggio fondamentale. Familiarizzare con i nomi delle stelle più luminose e con le geometrie celesti che le collegano consente di costruire una mappa mentale del firmamento, utile per l’osservazione a occhio nudo, con binocolo o telescopio. È come apprendere una lingua antica, fatta di luce, forme e narrazioni, che ci permette di decifrare il cielo notte dopo notte. ALA è qui per accompagnarti lungo questo percorso di apprendimento e scoperta. Attraverso il nostro sito, offriamo contenuti, strumenti e guide pratiche per chi desidera esplorare il cielo con curiosità, metodo e pazienza. Mese dopo mese, ti condurremo tra le meraviglie del firmamento, aiutandoti a riconoscere ciò che gli occhi vedono e a perderti consapevolmente nel viaggio verso l’infinito.
Quando alziamo lo sguardo al cielo di notte, le stelle sembrano seguire un percorso preciso. Ma perché si muovono da est verso ovest? E come mai cambiano posizione ogni giorno? La risposta sta nel movimento della Terra. Il nostro pianeta ruota su se stesso da ovest verso est, e questo fa sì che il cielo ci appaia in movimento nella direzione opposta. È lo stesso motivo per cui vediamo il Sole sorgere a est e tramontare a ovest: anche le stelle e le costellazioni seguono questo percorso apparente. Ma c’è di più. Ogni giorno, le costellazioni si spostano di circa 1 grado verso ovest. Questo accade perché la Terra, oltre a ruotare su se stessa, compie un giro completo attorno al Sole nel corso dell’anno. Durante questo viaggio, la nostra posizione cambia leggermente ogni giorno, e di conseguenza cambia anche il cielo notturno. In pratica, ogni notte le costellazioni appaiono un po’ più spostate rispetto alla notte precedente, e sorgono circa 4 minuti prima. Per esempio, se oggi vedi la costellazione dei Pesci sorgere alle 21:00, domani lo vedrai alle 20:56. Dopo un mese, sarà già visibile due ora prima. - Questo spostamento va tenuto presente, poiché la posizione delle costellazioni visibili a est subirà una variazione temporale rispetto a quanto indicato sulla carta astronomica. All'inizio del mese, le costellazioni appariranno con circa un'ora di ritardo — pari a 15° — rispetto alla posizione segnata sulla carta. Con il passare dei giorni, questo ritardo diminuirà gradualmente fino ad annullarsi. Da quel momento in poi, le costellazioni inizieranno ad apparire ogni giorno con un leggero anticipo, che aumenterà progressivamente fino a raggiungere circa un'ora di anticipo alla fine del mese -. È proprio questo lento ma costante cambiamento che fa sì che alcune costellazioni siano visibili solo in certe stagioni: Orione domina il cielo invernale, mentre il Triangolo Estivo si mostra nei mesi più caldi. Le carte celesti che osserveremo sono una vera e propria istantanea del cielo in un momento preciso. Rappresentano la posizione delle stelle e delle costellazioni in un determinato giorno, ora e luogo, e cambiano nel tempo proprio a causa del movimento della Terra. Per praticità, le immagini del cielo vengono solitamente realizzate considerando la metà del mese e le ore 22:00. Quindi deve essere presente la differenza di posizione registrate nella cartina che le costellazioni ad est hanno In questo modo si ottiene una mappa che risulta utile e abbastanza rappresentativa per tutto il mese, facilitando l’osservazione e l’orientamento notturno.
La prima carta che andremo ad analizzare è centrata sul quadrante nord del cielo. È importante sottolineare che, purtroppo, in città questo settore è fortemente inquinato dalle luci artificiali provenienti dalle abitazioni, dalle strade e dalle attività lavorative che richiedono un’illuminazione intensa. Di conseguenza, osservare le costellazioni in questa zona risulta piuttosto difficile, poiché molte stelle sono poco visibili. Tuttavia, nonostante le difficoltà, è ancora possibile distinguere il Carro dell’Orsa Maggiore, una delle costellazioni più riconoscibili del cielo. Questa costellazione è particolarmente utile per orientarsi, poiché può servire da punto di riferimento per individuare altre costellazioni. L’Orsa Maggiore è anche una delle sette costellazioni circumpolari, cioè quelle che, a latitudini come la nostra, non tramontano mai e sono visibili tutto l’anno. Queste costellazioni sono racchiuse nel cerchio rosso della carta e comprendono: Orsa Minore, Cefeo, Cassiopea, Giraffa, Dragone, Perseo e Orsa Maggiore.
Camminare con gli occhi al cielo: l’arte di osservare le costellazioni.


La carta celeste è orientata verso il quadrante Est, che in astronomia è più propriamente definito come Levante. È importante ricordare che questa rappresentazione è un’istantanea del cielo riferita alla metà del mese, alle ore 22:00. Rivolgendo lo sguardo verso Levante e osservando l’orizzonte — indicato dalla linea verde — possiamo individuare alcune costellazioni zodiacali. Sollevando gradualmente lo sguardo verso l’alto, raggiungiamo lo zenit, il punto esattamente sopra la nostra testa. Proseguendo oltre, il nostro sguardo compie idealmente una rotazione di 180°, fino a raggiungere l’orizzonte opposto: quello a Ovest. Come mostrato nella carta precedente, il cerchio rosso evidenzia le costellazioni circumpolari, sempre visibili nel cielo notturno. Il triangolo rosso, invece, è formato dai vertici di tre delle stelle più luminose del cielo estivo, dando origine al celebre Triangolo Estivo.
Abbiamo imparato che, per orientarci tra le costellazioni nel quadrante Nord, è fondamentale riconoscere la costellazione dell’Orsa Maggiore, nota anche come il Grande Carro. Da lì possiamo iniziare a tracciare triangolazioni, creando segmenti immaginari che ci aiutano a individuare altre costellazioni. Nel quadrante Est, invece, è più utile concentrarsi sulle stelle più luminose visibili nel periodo di osservazione. Rivolgendo lo sguardo verso lo zenit — il punto sopra la nostra testa — noteremo subito una stella molto brillante: Vega, una stella blu appartenente alla costellazione della Lira, composta da quattro stelle che formano una figura geometrica simile a un parallelogramma o romboide. Osservando attentamente, sarà facile individuare altre due stelle luminose. Spostandoci leggermente verso Nord, sempre con lo sguardo rivolto allo zenit, troveremo Deneb, la “coda” della c ostellazione del Cigno. Da Vega, spostandoci invece verso Sud, sarà facile individuare Altair, la stella principale della costellazione dell’Aquila. Queste tre stelle — Vega, Deneb e Altair — formano i vertici del celebre Triangolo Estivo, un triangolo isoscele ben riconoscibile nel cielo estivo. Purtroppo, a causa dell’inquinamento luminoso, l’asterismo dell’Aquila può risultare difficile da osservare chiaramente. È invece molto ben visibile la splendida costellazione del Cigno, detta anche Croce del Nord: Deneb indica il Nord, mentre Albireo, la “testa” del Cigno, indica il Sud. Dal Cigno è possibile individuare il Grande Quadrato di Pegaso: basta prolungare l’ala destra del Cigno seguendone la curvatura fino a raggiungere la stella Scheat, una delle stelle del quadrato. Individuate le altre tre stelle che lo compongono, si può prolungare il segmento che parte da Scheat per raggiungere Alpheratz, la prima stella della costellazione di Andromeda. Andromeda è formata da una sequenza di tre stelle allineate, che rappresentano il suo “braccio”. Proseguendo lungo questa linea, sarà possibile individuare la Galassia di Andromeda, uno degli oggetti più affascinanti del cielo notturno. Per riconoscere le altre costellazioni, vi basterà creare dei punti di riferimento personali e tracciare linee immaginarie che vi aiutino nel vostro viaggio tra le stelle. Con un po’ di pratica, il cielo diventerà una mappa sempre più familiare.


Voltiamo lo sguardo a Sud e ci immergeremo in uno dei quadranti celesti più spettacolari da osservare, un vero scrigno di meraviglie astronomiche. A occhio nudo, il cielo ci regala asterismi suggestivi: il Sagittario, che disegna una teiera celeste con manico, tappo e beccuccio, e lo Scorpione, con la sua forma sinuosa e la stella supergigante Antares, che pulsa come un cuore rosso nel buio cosmico. Intorno, brillano altre costellazioni della fascia zodiacale, completando un panorama mozzafiato. Con il binocolo, ci perderemo tra le stelle e le nebulose della Via Lattea, che attraversa questo settore come un fiume di luce stellare. E con il telescopio, esploreremo gli oggetti del profondo cielo: ammassi globulari, vere città di stelle; ammassi aperti, più sparsi ma altrettanto affascinanti; e nebulose che, se fotografate a colori, sembrano dipinti astratti degni di un Pollock cosmico.
Se guardiamo lungo la linea dell’orizzonte, sempre verso Sud, noteremo facilmente una stella molto luminosa e rossastra: è Antares, il cuore dello Scorpione. Si trova appena sotto le chele della costellazione. Seguendo il corpo sinuoso dello Scorpione, arriviamo alla sua coda, che ci guida direttamente verso il Sagittario, un’altra costellazione zodiacale molto bella e ricca di significato. Proprio in mezzo a queste costellazioni passa la Via Lattea, e il suo centro è indicato da un piccolo cerchietto rosso. Se il cielo è limpido e privo di inquinamento luminoso, possiamo ammirare chiaramente gli asterismi di molte costellazioni zodiacali visibili in questo periodo. Per trovare Ofiuco, possiamo usare Antares come punto di partenza e tracciare idealmente una linea fino a Vega, una delle stelle più brillanti del cielo estivo. Lungo questo percorso, la prima stella luminosa che incontriamo è Sabik, che rappresenta l’inguine destro di Ofiuco. E per individuare Ercole? È semplice. Partiamo dalla stella Arturo, che appartiene alla costellazione di Boote. Arturo è facile da riconoscere: è molto luminosa e si trova seguendo la curva della coda del Grande Carro, cioè l’Orsa Maggiore. Una volta trovata Arturo, immaginiamo di tracciare un segmento: incontreremo prima Gemma, la stella più brillante della Corona Boreale, e proseguendo lungo quella linea, passeremo attraverso il quadrilatero che forma la costellazione di Ercole.


Siamo arrivati nel quadrante Ovest, quello che in astronomia viene chiamato Ponente. A questo punto della serata, dovremmo ormai aver preso confidenza con le geometrie celesti che ci permettono di “saltellare” tra stelle e costellazioni, riconoscendole con sempre maggiore facilità. Nel cielo di Ponente, in questo periodo, dominano le costellazioni primaverili: alcune sono già tramontate, altre sono in procinto di sparire sotto l’orizzonte. Se osserviamo lungo la linea verde che segna l’orizzonte, possiamo notare la parte finale della costellazione del Leone, con la stella Denebola, che rappresenta la coda del felino celeste, ormai vicina al tramonto. Anche la Vergine sta lentamente lasciando il cielo. Tuttavia, è ancora ben visibile la sua stella più luminosa, Spica, facilmente riconoscibile. Come abbiamo fatto con Arturo nella costellazione di Boote, possiamo usare Spica come punto di riferimento per localizzare la Vergine, anche se la sua figura completa è ormai parzialmente nascosta sotto l’orizzonte. Questo quadrante ci racconta il passaggio del tempo nel cielo: le costellazioni che ci hanno accompagnato durante la primavera stanno cedendo il passo a quelle estive, in un continuo e affascinante ciclo celeste
Nel quadrante di Ponente, il cielo ci racconta che siamo ormai alla fine del mese di agosto. Le costellazioni primaverili, che ci hanno accompagnato nelle notti passate, stanno lentamente lasciando la scena: alcune sono già tramontate, altre si stanno eclissando, in questo continuo ruotare del cielo che scandisce il passaggio delle stagioni. A questo punto del nostro percorso, abbiamo ormai familiarizzato con le geometrie celesti, quelle che ci permettono di “saltellare” tra le stelle e riconoscere le costellazioni. Ma per orientarsi davvero con sicurezza, serve un po’ di costanza. È importante imparare a memoria almeno i nomi delle stelle più luminose, perché sono loro le nostre vere guide: ci aiutano non solo a identificare la costellazione di appartenenza, ma anche a localizzare quelle vicine, creando una sorta di mappa celeste che si costruisce passo dopo passo. Non c’è molto altro da aggiungere sulle costellazioni di metà agosto, se non un invito a fare un’ultima passeggiata tra le figure primaverili prima che scompaiano del tutto sotto l’orizzonte. Questa conoscenza ci sarà utile nei prossimi mesi, quando queste stesse costellazioni torneranno visibili all’alba o in altri momenti dell’anno. Una delle costellazioni ancora osservabili è la Vergine, facilmente riconoscibile grazie alla sua stella più luminosa: Spica. Individuarla è piuttosto semplice, soprattutto perché in parte il lavoro lo abbiamo già fatto quando abbiamo cercato Arturo, la stella principale della costellazione di Boote. Ricordate il procedimento: si parte dalla coda del Grande Carro, cioè l’asterismo dell’Orsa Maggiore, e si segue la sua curvatura naturale tracciando idealmente una linea curva. La prima stella luminosa che incontriamo lungo questa traiettoria è Arturo, che ci porta alla costellazione di Boote. Proseguendo lungo lo stesso segmento curvilineo, incontriamo una seconda stella brillante: Spica, che appartiene alla Vergine. Questo semplice percorso tra le stelle è uno dei più utili per orientarsi nel cielo estivo. Ci permette di collegare le costellazioni in modo intuitivo, sfruttando le stelle guida come punti di riferimento. E così, anche nel quadrante di Ponente, possiamo ancora godere della bellezza delle costellazioni primaverili, prima che si nascondano del tutto sotto l’orizzonte.
Pagina in work progress
Cielo di ottobre


Una volta individuato il Carro dell’Orsa Maggiore, piuttosto facile da riconoscere grazie alle sue sette stelle luminose, possiamo iniziare a orientarci nel cielo notturno. Questa costellazione forma un quadrilatero con una coda composta da tre stelle leggermente angolate, con Mizar al centro della coda. Per trovare la stella Polare, dobbiamo concentrarci sulle due stelle anteriori del quadrilatero, chiamate Dubhe e Merak. Immaginiamo un segmento che le unisce e prolunghiamolo nella direzione Merak → Dubhe per circa cinque volte la distanza tra le due stelle. Alla fine di questo percorso, troveremo una stella solitaria e luminosa: è Polaris, l’ultima della “coda” dell’Orsa Minore, e indica il nord geografico. Se proseguiamo lungo la stessa direzione per altre due volte la lunghezza del segmento, incontreremo la stella Arrai, appartenente alla costellazione di Cefeo. Nella parte opposta rispetto al Carro dell’Orsa Maggiore, possiamo individuare un’altra costellazione facilmente riconoscibile: Cassiopea. La sua forma ricorda una lettera dell’alfabeto, una "W" o "M", a seconda dell’orario e del periodo dell’anno, ed è particolarmente evidente nei mesi autunnali. Da Cassiopea, possiamo tracciare una linea immaginaria partendo dalla stella Caph, scendendo parallelamente alla stella Navi, e proseguendo fino a incontrare una stella non molto luminosa ma visibile in quella zona del cielo: Mirfak, appartenente alla costellazione di Perseo. Questo metodo ci mostra chiaramente che, per individuare le costellazioni, è fondamentale partire da una figura riconoscibile o da alcune stelle di riferimento. Da lì, possiamo tracciare delle linee immaginarie che ci guidano verso altre costellazioni, come vedremo nelle carte successive.
Per chi ama il cielo stellato, imparare a riconoscere le costellazioni e i relativi asterismi è un passaggio fondamentale. Familiarizzare con i nomi delle stelle più luminose e con le geometrie celesti che le collegano consente di costruire una mappa mentale del firmamento, utile per l’osservazione a occhio nudo, con binocolo o telescopio. È come apprendere una lingua antica, fatta di luce, forme e narrazioni, che ci permette di decifrare il cielo notte dopo notte. ALA è qui per accompagnarti lungo questo percorso di apprendimento e scoperta. Attraverso il nostro sito, offriamo contenuti, strumenti e guide pratiche per chi desidera esplorare il cielo con curiosità, metodo e pazienza. Mese dopo mese, ti condurremo tra le meraviglie del firmamento, aiutandoti a riconoscere ciò che gli occhi vedono e a perderti consapevolmente nel viaggio verso l’infinito.
Quando alziamo lo sguardo al cielo di notte, le stelle sembrano seguire un percorso preciso. Ma perché si muovono da est verso ovest? E come mai cambiano posizione ogni giorno? La risposta sta nel movimento della Terra. Il nostro pianeta ruota su se stesso da ovest verso est, e questo fa sì che il cielo ci appaia in movimento nella direzione opposta. È lo stesso motivo per cui vediamo il Sole sorgere a est e tramontare a ovest: anche le stelle e le costellazioni seguono questo percorso apparente. Ma c’è di più. Ogni giorno, le costellazioni si spostano di circa 1 grado verso ovest. Questo accade perché la Terra, oltre a ruotare su se stessa, compie un giro completo attorno al Sole nel corso dell’anno. Durante questo viaggio, la nostra posizione cambia leggermente ogni giorno, e di conseguenza cambia anche il cielo notturno. In pratica, ogni notte le costellazioni appaiono un po’ più spostate rispetto alla notte precedente, e sorgono circa 4 minuti prima. Per esempio, se oggi vedi la costellazione dei Pesci sorgere alle 21:00, domani lo vedrai alle 20:56. Dopo un mese, sarà già visibile due ora prima. - Questo spostamento va tenuto presente, poiché la posizione delle costellazioni visibili a est subirà una variazione temporale rispetto a quanto indicato sulla carta astronomica. All'inizio del mese, le costellazioni appariranno con circa un'ora di ritardo — pari a 15° — rispetto alla posizione segnata sulla carta. Con il passare dei giorni, questo ritardo diminuirà gradualmente fino ad annullarsi. Da quel momento in poi, le costellazioni inizieranno ad apparire ogni giorno con un leggero anticipo, che aumenterà progressivamente fino a raggiungere circa un'ora di anticipo alla fine del mese -. È proprio questo lento ma costante cambiamento che fa sì che alcune costellazioni siano visibili solo in certe stagioni: Orione domina il cielo invernale, mentre il Triangolo Estivo si mostra nei mesi più caldi. Le carte celesti che osserveremo sono una vera e propria istantanea del cielo in un momento preciso. Rappresentano la posizione delle stelle e delle costellazioni in un determinato giorno, ora e luogo, e cambiano nel tempo proprio a causa del movimento della Terra. Per praticità, le immagini del cielo vengono solitamente realizzate considerando la metà del mese e le ore 22:00. Quindi deve essere presente la differenza di posizione registrate nella cartina che le costellazioni ad est hanno In questo modo si ottiene una mappa che risulta utile e abbastanza rappresentativa per tutto il mese, facilitando l’osservazione e l’orientamento notturno.
La prima carta che andremo ad analizzare è centrata sul quadrante nord del cielo. È importante sottolineare che, purtroppo, in città questo settore è fortemente inquinato dalle luci artificiali provenienti dalle abitazioni, dalle strade e dalle attività lavorative che richiedono un’illuminazione intensa. Di conseguenza, osservare le costellazioni in questa zona risulta piuttosto difficile, poiché molte stelle sono poco visibili. Tuttavia, nonostante le difficoltà, è ancora possibile distinguere il Carro dell’Orsa Maggiore, una delle costellazioni più riconoscibili del cielo. Questa costellazione è particolarmente utile per orientarsi, poiché può servire da punto di riferimento per individuare altre costellazioni. L’Orsa Maggiore è anche una delle sette costellazioni circumpolari, cioè quelle che, a latitudini come la nostra, non tramontano mai e sono visibili tutto l’anno. Queste costellazioni sono racchiuse nel cerchio rosso della carta e comprendono: Orsa Minore, Cefeo, Cassiopea, Giraffa, Dragone, Perseo e Orsa Maggiore.
Camminare con gli occhi al cielo: l’arte di osservare le costellazioni.


La carta celeste è orientata verso il quadrante Est, che in astronomia è più propriamente definito come Levante. È importante ricordare che questa rappresentazione è un’istantanea del cielo riferita alla metà del mese, alle ore 22:00. Rivolgendo lo sguardo verso Levante e osservando l’orizzonte — indicato dalla linea verde — possiamo individuare alcune costellazioni zodiacali. Sollevando gradualmente lo sguardo verso l’alto, raggiungiamo lo zenit, il punto esattamente sopra la nostra testa. Proseguendo oltre, il nostro sguardo compie idealmente una rotazione di 180°, fino a raggiungere l’orizzonte opposto: quello a Ovest. Come mostrato nella carta precedente, il cerchio rosso evidenzia le costellazioni circumpolari, sempre visibili nel cielo notturno. Il triangolo rosso, invece, è formato dai vertici di tre delle stelle più luminose del cielo estivo, dando origine al celebre Triangolo Estivo.
Abbiamo imparato che, per orientarci tra le costellazioni nel quadrante Nord, è fondamentale riconoscere la costellazione dell’Orsa Maggiore, nota anche come il Grande Carro. Da lì possiamo iniziare a tracciare triangolazioni, creando segmenti immaginari che ci aiutano a individuare altre costellazioni. Nel quadrante Est, invece, è più utile concentrarsi sulle stelle più luminose visibili nel periodo di osservazione. Rivolgendo lo sguardo verso lo zenit — il punto sopra la nostra testa — noteremo subito una stella molto brillante: Vega, una stella blu appartenente alla costellazione della Lira, composta da quattro stelle che formano una figura geometrica simile a un parallelogramma o romboide. Osservando attentamente, sarà facile individuare altre due stelle luminose. Spostandoci leggermente verso Nord, sempre con lo sguardo rivolto allo zenit, troveremo Deneb, la “coda” della c ostellazione del Cigno. Da Vega, spostandoci invece verso Sud, sarà facile individuare Altair, la stella principale della costellazione dell’Aquila. Queste tre stelle — Vega, Deneb e Altair — formano i vertici del celebre Triangolo Estivo, un triangolo isoscele ben riconoscibile nel cielo estivo. Purtroppo, a causa dell’inquinamento luminoso, l’asterismo dell’Aquila può risultare difficile da osservare chiaramente. È invece molto ben visibile la splendida costellazione del Cigno, detta anche Croce del Nord: Deneb indica il Nord, mentre Albireo, la “testa” del Cigno, indica il Sud. Dal Cigno è possibile individuare il Grande Quadrato di Pegaso: basta prolungare l’ala destra del Cigno seguendone la curvatura fino a raggiungere la stella Scheat, una delle stelle del quadrato. Individuate le altre tre stelle che lo compongono, si può prolungare il segmento che parte da Scheat per raggiungere Alpheratz, la prima stella della costellazione di Andromeda. Andromeda è formata da una sequenza di tre stelle allineate, che rappresentano il suo “braccio”. Proseguendo lungo questa linea, sarà possibile individuare la Galassia di Andromeda, uno degli oggetti più affascinanti del cielo notturno. Per riconoscere le altre costellazioni, vi basterà creare dei punti di riferimento personali e tracciare linee immaginarie che vi aiutino nel vostro viaggio tra le stelle. Con un po’ di pratica, il cielo diventerà una mappa sempre più familiare.


Voltiamo lo sguardo a Sud e ci immergeremo in uno dei quadranti celesti più spettacolari da osservare, un vero scrigno di meraviglie astronomiche. A occhio nudo, il cielo ci regala asterismi suggestivi: il Sagittario, che disegna una teiera celeste con manico, tappo e beccuccio, e lo Scorpione, con la sua forma sinuosa e la stella supergigante Antares, che pulsa come un cuore rosso nel buio cosmico. Intorno, brillano altre costellazioni della fascia zodiacale, completando un panorama mozzafiato. Con il binocolo, ci perderemo tra le stelle e le nebulose della Via Lattea, che attraversa questo settore come un fiume di luce stellare. E con il telescopio, esploreremo gli oggetti del profondo cielo: ammassi globulari, vere città di stelle; ammassi aperti, più sparsi ma altrettanto affascinanti; e nebulose che, se fotografate a colori, sembrano dipinti astratti degni di un Pollock cosmico.
Se guardiamo lungo la linea dell’orizzonte, sempre verso Sud, noteremo facilmente una stella molto luminosa e rossastra: è Antares, il cuore dello Scorpione. Si trova appena sotto le chele della costellazione. Seguendo il corpo sinuoso dello Scorpione, arriviamo alla sua coda, che ci guida direttamente verso il Sagittario, un’altra costellazione zodiacale molto bella e ricca di significato. Proprio in mezzo a queste costellazioni passa la Via Lattea, e il suo centro è indicato da un piccolo cerchietto rosso. Se il cielo è limpido e privo di inquinamento luminoso, possiamo ammirare chiaramente gli asterismi di molte costellazioni zodiacali visibili in questo periodo. Per trovare Ofiuco, possiamo usare Antares come punto di partenza e tracciare idealmente una linea fino a Vega, una delle stelle più brillanti del cielo estivo. Lungo questo percorso, la prima stella luminosa che incontriamo è Sabik, che rappresenta l’inguine destro di Ofiuco. E per individuare Ercole? È semplice. Partiamo dalla stella Arturo, che appartiene alla costellazione di Boote. Arturo è facile da riconoscere: è molto luminosa e si trova seguendo la curva della coda del Grande Carro, cioè l’Orsa Maggiore. Una volta trovata Arturo, immaginiamo di tracciare un segmento: incontreremo prima Gemma, la stella più brillante della Corona Boreale, e proseguendo lungo quella linea, passeremo attraverso il quadrilatero che forma la costellazione di Ercole.


Siamo arrivati nel quadrante Ovest, quello che in astronomia viene chiamato Ponente. A questo punto della serata, dovremmo ormai aver preso confidenza con le geometrie celesti che ci permettono di “saltellare” tra stelle e costellazioni, riconoscendole con sempre maggiore facilità. Nel cielo di Ponente, in questo periodo, dominano le costellazioni primaverili: alcune sono già tramontate, altre sono in procinto di sparire sotto l’orizzonte. Se osserviamo lungo la linea verde che segna l’orizzonte, possiamo notare la parte finale della costellazione del Leone, con la stella Denebola, che rappresenta la coda del felino celeste, ormai vicina al tramonto. Anche la Vergine sta lentamente lasciando il cielo. Tuttavia, è ancora ben visibile la sua stella più luminosa, Spica, facilmente riconoscibile. Come abbiamo fatto con Arturo nella costellazione di Boote, possiamo usare Spica come punto di riferimento per localizzare la Vergine, anche se la sua figura completa è ormai parzialmente nascosta sotto l’orizzonte. Questo quadrante ci racconta il passaggio del tempo nel cielo: le costellazioni che ci hanno accompagnato durante la primavera stanno cedendo il passo a quelle estive, in un continuo e affascinante ciclo celeste
Nel quadrante di Ponente, il cielo ci racconta che siamo ormai alla fine del mese di agosto. Le costellazioni primaverili, che ci hanno accompagnato nelle notti passate, stanno lentamente lasciando la scena: alcune sono già tramontate, altre si stanno eclissando, in questo continuo ruotare del cielo che scandisce il passaggio delle stagioni. A questo punto del nostro percorso, abbiamo ormai familiarizzato con le geometrie celesti, quelle che ci permettono di “saltellare” tra le stelle e riconoscere le costellazioni. Ma per orientarsi davvero con sicurezza, serve un po’ di costanza. È importante imparare a memoria almeno i nomi delle stelle più luminose, perché sono loro le nostre vere guide: ci aiutano non solo a identificare la costellazione di appartenenza, ma anche a localizzare quelle vicine, creando una sorta di mappa celeste che si costruisce passo dopo passo. Non c’è molto altro da aggiungere sulle costellazioni di metà agosto, se non un invito a fare un’ultima passeggiata tra le figure primaverili prima che scompaiano del tutto sotto l’orizzonte. Questa conoscenza ci sarà utile nei prossimi mesi, quando queste stesse costellazioni torneranno visibili all’alba o in altri momenti dell’anno. Una delle costellazioni ancora osservabili è la Vergine, facilmente riconoscibile grazie alla sua stella più luminosa: Spica. Individuarla è piuttosto semplice, soprattutto perché in parte il lavoro lo abbiamo già fatto quando abbiamo cercato Arturo, la stella principale della costellazione di Boote. Ricordate il procedimento: si parte dalla coda del Grande Carro, cioè l’asterismo dell’Orsa Maggiore, e si segue la sua curvatura naturale tracciando idealmente una linea curva. La prima stella luminosa che incontriamo lungo questa traiettoria è Arturo, che ci porta alla costellazione di Boote. Proseguendo lungo lo stesso segmento curvilineo, incontriamo una seconda stella brillante: Spica, che appartiene alla Vergine. Questo semplice percorso tra le stelle è uno dei più utili per orientarsi nel cielo estivo. Ci permette di collegare le costellazioni in modo intuitivo, sfruttando le stelle guida come punti di riferimento. E così, anche nel quadrante di Ponente, possiamo ancora godere della bellezza delle costellazioni primaverili, prima che si nascondano del tutto sotto l’orizzonte.




La costellazione del Cigno (Cygnus) è una delle più estese e luminose dell’emisfero boreale, visibile da giugno a novembre. Si estende lungo la Via Lattea estiva, in una regione particolarmente ricca di stelle, ammassi e nebulose. La sua forma ricorda una croce: l’asterismo noto come Croce del Nord è composto da cinque stelle principali, con Deneb (α Cygni) alla “coda” e Albireo (β Cygni) al “becco”.
Caratteristiche tecniche:
Estensione: 804 gradi quadrati
Stelle visibili a occhio nudo: oltre 130
Oggetti notevoli: Nebulosa Velo, Nebulosa Crescent, Cygnus X-1 (candidato buco nero)
La costellazione è attraversata dalla Fenditura del Cigno, una banda oscura di polveri interstellari che divide la Via Lattea in due, creando un contrasto spettacolare nelle osservazioni astronomiche.
Albireo: la stella doppia più affascinante del cielo estivo
Albireo (β Cygni) è una stella doppia celebre per il suo contrasto cromatico. A occhio nudo appare come una singola stella, ma con un piccolo telescopio si distinguono due componenti:
Albireo A: gigante arancione di classe K3, temperatura di circa 4.400 K
Albireo B: stella bianco-azzurra di classe B8, temperatura di circa 12.000 K
La separazione angolare tra le due è di circa 35 secondi d’arco, facilmente risolvibile con strumenti amatoriali. Il contrasto tra il giallo dorato e l’azzurro intenso la rende una delle coppie più spettacolari del cielo. Sebbene per lungo tempo si sia pensato fosse una doppia ottica, studi recenti suggeriscono che le due stelle potrebbero essere fisicamente legate, con un periodo orbitale stimato di circa 75.000 anni.
Costellazione Cigno - La Croce del Nord-
Nebulose
Nome Tipo Descrizione Nebulosa Velo Resto di supernova Struttura filamentosa visibile
in più sezioni: Velo Occidentale, Orientale e Triangolo di Pickering
Nebulosa Crescent (NGC 6888) Nebulosa a emissione Formata dai venti stellari di una stella Wolf-Rayet (WR 136)
Nebulosa Nord America (NGC 7000) Nebulosa a emissione Ha la forma del continente nordamericano, visibile vicino a Deneb Nebulosa Pellicano (IC 5070) Nebulosa a emissione Situata accanto alla Nord America, somiglia a un pellicano
Nebulosa Bozzolo (IC 5146) Emissione e riflessione Include la nebulosa oscura Barnard 168, con una “coda” di polveri
Nebulosa Tulipano (Sh2-101) Nebulosa a emissione Nube rossastra visibile lungo la Via Lattea
Nebulosa Iride (NGC 7023) Nebulosa a riflessione Illumina le polveri interstellari con luce blu
Cygnus Loop Complesso nebulare Enorme struttura a emissione, parte del Velo
Ammassi stellari
Nome Tipo Descrizione
M29 (NGC 6913) Ammasso aperto Piccolo gruppo di stelle visibile vicino a Sadr
M39 (NGC 7092) Ammasso aperto Forma triangolare, visibile anche con binocoli
Oggetti speciali
Nome Tipo Descrizione
Cygnus X-1 Sorgente a raggi X Uno dei migliori candidati a buco nero
V404 Cygni Sistema binario Buco nero con comportamento peculiare nello spazio-tempo
Kepler-452b Esopianeta Pianeta simile alla Terra scoperto nella costellazione
Elenco degli principali oggetti del cielo profondo all’interno della costellazione del Cigno

Cielo dei ottobre
Pagina in preparazione


"Saltellare tra le Costellazioni invernali" da Sud verso Est e Ovest
Per "saltellare tra le stelle", noto come Star Hopping, è necessario riconoscere le varie costellazioni che la stagione ci offre. Per prima cosa, dobbiamo individuare la costellazione più facile da riconoscere, ed essendo in inverno come si può osservare dalla cartina a lato e, la costellazione che colpisce maggiormente, osservando verso sud, è Orione. Essa è facile da individuare perché, oltre ad avere due delle stelle più luminose che il cielo d'inverno offre, si riconosce subito dalle tre stelle allineate che formano la famosa "Cintura di Orione". Individuata la stella " ", ( Betelgeuse, di colore giallo arancio, possiamo tracciare una linea immaginaria verso Est fino a trovare una stella luminosa, l'alfa della costellazione del Cane Minore, Procione, creando il primo lato del Triangolo Invernale. Sempre partendo dalla stella Betelgeuse, tracciamo l'altro lato, questa volta verso Sud, fino a trovare la stella più luminosa del cielo invernale, Sirio, della costellazione del Cane Maggiore. A questo punto, basta congiungere le stelle Sirio e Procione con un'altra linea per chiudere il Triangolo Invernale di colore rosso. Adesso abbiamo individuato tre costellazioni: Orione, Cane Maggiore e Cane Minore, e conosciuto le loro stelle Alfa: Betelgeuse, Sirio e Procione.
Per scoprire altre costellazioni, dobbiamo continuare a creare virtualmente delle linee che ci forniranno i riferimenti per lo "Star Hopping". Ad esempio, raddoppiando il lato est del Triangolo Invernale, cioè il segmento che unisce le stelle Procione e Betelgeuse (segmento arancione), arriveremo in una zona dove si trova una stella rossa chiamata Aldebaran, la stella alfa della Costellazione del Toro, conosciuta anche come l'occhio del Toro. Prolungando ancora per mezzo segmento arancione, raggiungeremo una zona in cui osserveremo un gruppo di sei stelle, note come le Sette Sorelle, che formano un ammasso aperto di stelle chiamato le Pleiadi, o nel catalogo " " M 45.
Proseguendo nella nostra passeggiata tra le costellazioni, prendiamo come riferimento la stella "Beta Rigel" di Orione, la seconda più luminosa della costellazione. Tracciamo una linea virtuale (linea viola) che passa alla sinistra della prima stella "Zeta Alnitak", situata a sinistra della cintura di Orione, fino ad arrivare in una zona del cielo dove sono ben visibili due stelle, Castore e Polluce (la più luminosa è Polluce), della costellazione dei Gemelli. Ricapitolando, abbiamo imparato a conoscere le cinque costellazioni più note del cielo invernale: Orione con le stelle Betegeuse e Rigel, Toro con la stella Aldebaran, Cane Maggiore con la stella Sirio, Cane Minore con la stella Procione e Gemelli con Castore e Polluce.
Adesso passiamo alle costellazioni poco visibili dai cieli di Livorno. Ahimè, l'inquinamento luminoso colpisce anche per alcune decine di chilometri dalla sorgente luminosa, impedendo di osservare tutte le altre costellazioni che, in un cielo privo di inquinamento, si vedrebbero molto bene. Abbiamo conosciuto due delle dodici costellazioni dello Zodiaco: la costellazione dei Gemelli e quella del Toro. Adesso proviamo a conoscere un'altra costellazione dello Zodiaco, l'Ariete, cercando di individuare la sua stella alfa, Hamal. Premesso che gli asterismi virtuali sono soggettivamente immaginati e non sono mai precisi perchè disegnati su carta, ma necessari per individuare la stella di riferimento della costellazione cercata in una determinata zona di cielo. Come sempre partiamo dalla ormai nota costellazione di riferimento, Orione. Occorre tracciare virtualmente un segmento (in questo caso di colore bianco) partendo dalla prima stella a sinistra della cintura di Orione, "Alnitak", parallelamente al segmento che le due stelle Rigel e Saiph disegnano, prolunghiamo, quindi, il segmento fino a che non arriviamo in una zona di cielo dove è possibile osservare la stella Hamal della costellazione dell'Ariete, non sempre visibile per l'inquinamento. A questo punto, adoperando questo sistema con una cartina in mano, sarà possibile trovare le altre costellazioni come la costellazione Lepre, cercando la stella "Ameb", e la costellazione Balena, attraverso la sua stella "Menker". Buon Star Hopping e cieli sereni.
Adesso passiamo alle costellazioni poco visibili dai cieli di Livorno. Ahimè, l'inquinamento luminoso colpisce anche per alcune decine di chilometri dalla sorgente luminosa, impedendo di osservare tutte le altre costellazioni che, in un cielo privo di inquinamento, si vedrebbero molto bene. Abbiamo conosciuto due delle dodici costellazioni dello Zodiaco: la costellazione dei Gemelli e quella del Toro. Adesso proviamo a conoscere un'altra costellazione dello Zodiaco, l'Ariete, cercando di individuare la sua stella alfa, Hamal. Premesso che gli asterismi virtuali sono soggettivamente immaginati e non sono mai precisi perchè disegnati su carta, ma necessari per individuare la stella di riferimento della costellazione cercata in una determinata zona di cielo. Come sempre partiamo dalla ormai nota costellazione di riferimento, Orione. Occorre tracciare virtualmente un segmento (in questo caso di colore bianco) partendo dalla prima stella a sinistra della cintura di Orione, "Alnitak", parallelamente al segmento che le due stelle Rigel e Saiph disegnano, prolunghiamo, quindi, il segmento fino a che non arriviamo in una zona di cielo dove è possibile osservare la stella Hamal della costellazione dell'Ariete, non sempre visibile per l'inquinamento. A questo punto, adoperando questo sistema con una cartina in mano, sarà possibile trovare le altre costellazioni come la costellazione Lepre, cercando la stella "Ameb", e la costellazione Balena, attraverso la sua stella "Menker". Buon Star Hopping e cieli sereni.
Per scoprire altre costellazioni, dobbiamo continuare a creare virtualmente delle linee che ci forniranno i riferimenti per lo "Star Hopping". Ad esempio, raddoppiando il lato est del Triangolo Invernale, cioè il segmento che unisce le stelle Procione e Betelgeuse (segmento arancione), arriveremo in una zona dove si trova una stella rossa chiamata Aldebaran, la stella alfa della Costellazione del Toro, conosciuta anche come l'occhio del Toro. Prolungando ancora per mezzo segmento arancione, raggiungeremo una zona in cui osserveremo un gruppo di sei stelle, note come le Sette Sorelle, che formano un ammasso aperto di stelle chiamato le Pleiadi, o nel catalogo " " M 45.

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alalivorno2023@gmail.com

“Questo sito ha lo scopo di fornire informazioni generali sulle attività dell'Associazione Livornese Astrofili. Per approfondire lo studio dell'astronomia — dalle basi teoriche all'osservazione pratica — l'associazione organizza corsi dedicati e incontri formativi presso la struttura del Museo di Storia Naturale del Mediterraneo di Livorno".

































